Illustrissimo direttore, l'articolo pubblicato il 20 giugno scorso contiene alcune inesattezze alle quali è d'uopo rimediare con analogo risalto mediatico.
La Procura della Repubblica, dopo le indagini preliminari ed il rinvio a giudizio, al termine del dibattimento ha chiesto l'assoluzione per lo scrivente (ma non solo per lo scrivente) «perché i fatti non sussistono». Nell'articolo invece era scritto erroneamente che per gli imputati erano state chieste pene da un minimo di 1 anno a un massimo di 3 anni".
In verità, il passaggio in giudicato interviene per !'automatico decorso del termine per impugnare una sentenza e, dopo la richiesta di assoluzione formulata dal Pm, almeno lo scrivente doveva soltanto attendere che scadesse il termine per impugnare, poiché l'impugnazione non avrebbe avuto senso.
Le parti civili non hanno impugnato la sentenza perché questa è chiara e decisa nell' affermare e motivare che non c'è stato alcun disastro ambientale, ma ha aggiunto che lo scrivente, come sostenuto dal Pm in dibattimento, non aveva alcuna competenza per intervenire con propri provvedimenti sulla gestione della discarica ed ha diffusamente enunciato tutte le attività che lo scrivente ha compiuto in qualità di assessore all'ambiente del Comune di Trani negli anni 2013/2014.
Più di 10 anni ci sono voluti per vedere riconosciuti i meriti dello scrivente che il Pm e il Gip di allora non intesero riconoscere, preferendo puntare ad un comodo quanto assurdo rinvio a giudizio che, con il lungo processo seguitone, tanto ha nuociuto alla reputazione della mia persona ed alla serenità della mia famiglia.
E ciò hanno fatto senza minimamente fare luce sulle responsabilità del Governo Regionale che per anni ha imposto alla Città di Trani di sostenere il gravoso carico di rifiuti proveniente da Bari e provincia.
Approfitto, da ultimo,della Sua cortese disponibilità per preannunciare che mi accingo a scrivere un memoriale sulla mia dolorosa vicenda processuale.
La ringrazio e La saluto cordialmente.
Prof. Giuseppe De Simone
_________
(n.a.) Ringraziamo il professor de Simone e cogliamo l'occasione per ricordare a noi stessi, al nostro interlocutore e a chi ci legge, che la notizia delle richieste di assoluzione l'avevamo data il 12 ottobre 2023 e che lo scorso 20 giugno ci siamo limitati a riportare il quadro generale di quelli che erano stati tutti gli imputati del processo, per alcuni dei quali, ne diamo atto, erano state richieste condanne. Atto dovuto, peraltro, tanto quanto il fatto che «lo scrivente doveva soltanto attendere che scadesse il termine per impugnare, poiché l'impugnazione non avrebbe avuto senso».
