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Riforma Nordio, Nitti dissente: «Da oggi cittadini meno tutelati»

È un fiume in piena il procuratore di Trani, Renato Nitti, all'indomani dell'approvazione della riforma Nordio che ha cancellato l'abuso d'ufficio e limitato l'uso delle intercettazioni. Il capo delle locale Procura afferma con chiarezza la sua contrarietà a nuove norme che indebolirebbero l'attività giudiziaria, ribaltandosi sulla tutela dei cittadini.

«Depenalizzando l'abuso d'ufficio si privavano i cittadini della tutela da parte di pubblici ufficiali che commettono atti di inganno, o a vantaggio di alcuni cittadini violando le regole. Va anche detto che è statisticamente provato che le persone che vengono più spesso denunciate di abuso d'ufficio sono proprio i magistrati - aggiunge Nitti -, e questo è persino normale perché tutto quello che noi facciamo non è gradito a qualcuno ed allora avviene questa reazione. Io ho ricevuto spesso, per conoscenza, esposti contro me stesso in cui mi accusavano di tante tipologie di abusi: ebbene, ho serenamente continuate a fare il mio lavoro e non capisco, in tutta franchezza, questo terrore della firma ed dell'abuso d'ufficio: qualcun altro è lì per valutare e, nel mio caso, la Procura di Lecce avrà valutato che quelle denunce erano temerarie e non mi avrebbero minimamente fermato. Oggi togliere l'abuso significa che, quando qualcuno dovesse compiere un atto in danno del cittadino volutamente, non avrà tutele. Quando qualcuno dovesse avvantaggiare, ad esempio, un proprio parente volutamente come pubblico ufficiale, non ci sarà possibilità di intervenire. E questo va detto con estrema con estrema chiarezza».

Il procuratore non si ferma e reca persino un esempio disarmante: «Immaginate che ci sia un pubblico ufficiale che intenzionalmente danneggia con un proprio atto un cittadino: oggi non è più reato. Ma poi, se il cittadino va su un prato e vi abbandona un sacchetto di rifiuti, è un reato e quindi su quello si deve intervenire. E noi, di recente, siamo ingolfati di tipologie di illeciti che sono chiaramente di scarso conto. Io mi occupo da tanto tempo di ambiente ma, devo dirlo con forza, ci sono tante denunce  chiaramente di scarsa rilevanza che ci rallentano fortemente».

Peraltro, la riforma Nordio introduce anche una limitazione nell'uso delle intercettazioni: quanto ciò penalizza i magistrati? «Non penalizza noi, ma i cittadini - risponde Nitti -. Significa che si potranno fare meno intercettazioni utili. Mi spiego meglio. Il lavoro di intercettazione è molto complesso soprattutto per determinate tipologie di reati, e non è affatto detto che l'illecito emerga in tutta la sua evidenza in una singola intercettazione: a volte devi comporre tante intercettazioni che sembrano apparentemente neutre, e questo lavoro richiede ovviamente che debbano essere trascritte le intercettazioni. Adesso si vuole che non si trascrivano le intercettazioni neutre, ma soltanto quelle in cui uno esplicitamente dice di avere commesso un reato o che sta commettendo un reato: ebbene, questa sarà di fatto una forte limitazione e devo dire che è tutto nel solco di una tendenza che viene da lontano».

Il riferimento è «ad una fase in cui il Ministero avrebbe dovuto mettere il massimo dell'impegno per fare partire il processo telematico - ricorda il procuratore di Trani -, ma non è partito. Si è provato a farlo partire per una limitata a parte, ma anche per quella parte non funziona. Stiamo subendo dei ritardi che sono soltanto responsabilità di un Ministero che di questo avrebbe dovuto occuparsi ed invece, quotidianamente, si occupa di proporre riforme contro la magistratura e che limitano ulteriormente l’utilizzo delle intercettazioni a vantaggio di chi? Mi pare abbastanza evidente che non sia il cittadino comune, mentre l'obiettivo è impedire un'azione investigativa nei confronti dei colletti bianchi quando commettono un reato».

Nitti conclude con un paradosso: «Avremo un'intercettazione nella quale è evidente che si fa riferimento ad un reato. Ma se è stata disposta in relazione ad un'ipotesi di reato diverso non può essere utilizzata per il reato che viene invece clamorosamente ammesso. Così facendo, si sta attuando una forzatura, evocando una Costituzione che davvero, da questo punto di vista, non c'entra nulla».


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