«Mi attiverò perché sia coperto anche quel quartiere. L'osservazione è del tutto pertinente ed i suggerimenti costruttivi vanno sempre accolti». Così Cecilia di Lernia, assessore alla Polizia locale, rispondendo al cronista in merito all'inspiegabile esclusione del quartiere Stadio dalle postazioni del bike sharing che, in queste ore, sono in fase di allestimento lungo il territorio comunale.
Come già anticipato dalla Gazzetta nei giorni scorsi, da ieri è iniziata l'installazione in città di venti postazioni portabici (120 in tutto) a cura della società Vaimoo, di Mola di Bari, in collaborazione con Comune di Trani ed Amet Spa nell'ambito di un progetto finanziato dalla Regione Puglia per la promozione di una sinergia pubblico-privato annuale (eventualmente rinnovabile) in favore della mobilità sostenibile e, più specificatamente, di un interscambio comodo ed economico fra trasporto pubblico locale e biciclette a pedalata assistita.
Ebbene, le postazioni indicate nell'ordinanza emanata dal dirigente e comandante della Polizia locale, Leonardo Cuocci Martorano, non comprendono alcuna delle vie e piazze del quartiere denominato Stadio, che pure annovera una popolazione intorno ai 10.000 abitanti.
Quelle previste sono esattamente 19 e sorgeranno nei seguenti luoghi, fra vie e piazze: Gran Bretagna; Grecia; Andria; Indipendenza; Gradenigo; Re Manfredi; Repubblica; XX Settembre; Plebiscito; Dante; Martiri di via Fani; Albanese; Marinai d'Italia; Santa Maria di Colonna; Tevere; Colombo (2); D'Agostino; Mongelli.
Per la realizzazione di tali postazioni la figura apicale della Polizia locale ha autorizzato la Vaimoo all'occupazione permanente di suolo pubblico dal 18 luglio 2024 al 17 luglio 2025, istituendo in corrispondenza delle stesse il divieto di fermata.
Il quartiere Stadio è servito in maniera corretta e frequente dal trasporto pubblico locale, che si estende anche fino a Capirro. Dunque non si può neanche ipotizzare che l'esclusione di questa parte del territorio comunale dall'installazione delle postazioni delle bici sia legata ad un mancato servizio dei bus urbani.
Al contrario, la persistente presenza del passaggio a livello potrebbe motivare molti cittadini ad utilizzare in mezzo alternativo per evitare lunghe attese dietro le barriere abbassate, servendosi proprio delle bici prossime all'istallazione. Purché si faccia ammenda dell'incomprensibile dimenticanza.
