«La nostra posizione l'abbiamo assunta già nel 2022, quando abbiamo ricevuto la perquisizione degli uffici di Barletta da parte della Guardia di finanza e, a seguire, quella personale di alcuni nostri dipendenti. In quella circostanza abbiamo nominato un legale di fiducia dell'amministrazione provinciale al fine di costituirci parte offesa nell'instaurando procedimento penale che non sapevamo in ogni caso, trovandoci in fase di indagine, come si delineasse da lì in avanti».
Così l'avvocato Bernardo Lodispoto, presidente della Provincia di Barletta Andria Trani, nel corso della conferenza stampa tenuta nella sede dell'ente in via Andria, all'indomani delle misure cautelari che hanno riguardato anche e soprattutto figure apicali e funzionari della stessa Bat, cui vengono contestate a vario titolo ipotesi di reato che vanno dalla corruzione alla turbata libertà degli incanti.
«Successivamente al provvedimento di affidamento di un incarico legale - prosegue il presidente provinciale -, sempre nel 2022 abbiamo adottato subito una rotazione straordinaria dei dipendenti ed in quell'occasione abbiamo nominato un altro legale per tutelare la nostra posizione anche in merito all'abbandono del cantiere della discarica Cobema da parte dell'impresa esecutrice della chiusura. In entrambi i casi, noi siamo parte offesa».
Una doppia risposta indiretta a chi oggi accusa la politica del fatto che non avrebbe potuto non sapere e non avrebbe controllato: «Quell'avviso di perquisizione che ci fu notificato ci permise di attuare i provvedimenti necessari - chiarisce Lodispoto -: oggi veniamo a conoscenza degli sviluppi dell'indagine, che è durata due anni. Inoltre il procuratore Nitti ha detto che non c'è profilo politico in questa indagine e che la stessa non è ancora chiusa. Però noi già due anni due anni fa ci siamo costituiti tramite il nostro legale e possiamo già dichiararci in una posizione di tutela per qualsiasi reato sia stato commesso».



