Dopo quello già effettuato domenica scorsa, 14 luglio, i quattro lavoratori di Amet Spa impiegati nel servizio di assistenza ai diportisti hanno confermato attraverso il sindacato che li rappresenta la Cse Fulscam, lo sciopero anche per i prossimi 20 e 21 luglio, secondo quanto già precedentemente annunciato. Anche in questo caso l'astensione dal lavoro durerà 8 ore per ciascun turno.
È quanto si apprende all'esito dell'incontro tenutosi nei giorni scorsi in Prefettura fra le parti in causa, con l'obiettivo di attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi di legge, che però non ha prodotto l'effetto sperato.
Lo stato di agitazione era stato già proclamato lo scorso 21 giugno per quattro criticità: riconoscimento delle differenze retributive; adozione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, diverso da quello applicato; mancata assunzione di personale; piano ferie.
Ebbene, soprattutto con riferimento alla retribuzione dei dipendenti, l'Amministratore delegato di Amet Spa, Angelo Nigretti, ha riferito che l'azienda è impossibilitata garantire l'avanzamento richiesto, poiché l’attuale distribuzione delle responsabilità in capo alle diverse figure non rende disponibili le maggiori posizioni organizzative.
Peraltro, allo stato non sono possibili ulteriori procedure di assunzione rispetto a quelle già avvenute, poiché si tratterebbe di contratti di pochi mesi.
Il Comune di Trani, socio unico di Amet, era rappresentato dal vice sindaco, Fabrizio Ferrante, che a sua volta ha fatto sapere che l’amministrazione sta valutando la possibilità di inserire nel bando di gara per la concessione degli specchi acquei del porto dei criteri tali da garantire l'assorbimento della forza lavorativa di Amet in capo all'aggiudicatario della futura gara.
Michele Giuliano, segretario della Cse, ha così dichiarato la procedura di raffreddamento chiusa con esito negativo, nell'assenza di risposte soddisfacenti rispetto alle rimostranze rappresentate.
Risultato, sabato e domenica i diportisti in arrivo subiranno disagi di non poco conto. Circostanza avvenuta già domenica scorsa, con numerose conseguenti lamentele.
