Oggi 24 luglio sono nove anni che si consumò la strage di dieci lavoratori nella “Bruscella fireworks” di Modugno (Bari). Una strage dimenticata, anche questa sul lavoro, mentre le cronache aggiornano, con cadenza quasi quotidiana le tragiche statistiche.
Quasi fosse normale per le famiglie vedere uscire, per lavoro, la persona cara che invece di farvi ritorno, va a morire, o che fosse accettabile per un Paese civile ascoltare improvvidi impegni di riduzione di una certa percentuale gli incidenti mortali sul lavoro come se esistesse un livello minimo di accettabilità o tollerabilità. Ma, la verità è diversa e ci ricorda che i morti sul lavoro sono vite umane spezzate per sempre, sono famiglie segnate per sempre, figli, mogli, madri, padri, sorelle, fratelli che non rivedranno più il proprio caro, rimasto vittima di un incidente occorso durante il lavoro.
Riportiamo alla memoria collettiva la strage di Modugno in prossimità della festa del patrono della città di Trani san Nicola il pellegrino, non per il gusto di rattristare la ricorrenza, ma per affermare ancora una volta l’inopportunità dell’usanza quasi tribale dei fuochi d’artificio.
Le feste patronali, tradizione e consuetudine fin dal decimo secolo, con i mutamenti sociali avvenuti anche per effetto del consumismo, hanno visto affievolirsi i valori di spiritualità e devozione che in origine le animavano; tuttavia, mantengono quasi inalterati riti e cerimonie, ai quali si sono aggiunti festeggiamenti all’insegna della spensieratezza e degli spettacoli pirotecnici.
Ormai non c’è occasione che non si incendino fuochi d’artificio: feste patronali, Capodanno, compleanni, matrimoni, anniversari, ricorrenze da ricordate e finanche esibizioni pirotecniche in apposite manifestazioni. La cronaca ci ricorda che ci può essere sempre un motivo per farne ricorso: c’è anche chi li incendia per la riacquistata libertà di qualcuno al quale tiene o addirittura per avvisare che è arrivata la “roba”.
Parlare della pericolosità di un’attività che ha quale materia prima la polvere da sparo è cosa banale: basta la parola! È sempre utile, tuttavia, ricordare quanto quei lavoratori siano esposti al rischio vita e mutilazioni fortemente invalidanti, ma andando oltre, in tempi in cui i cambiamenti climatici, ormai innegabili e sotto gli occhi di tutti, invocano comportamenti più responsabili è più utile ricordare che l’ambiente, la natura non ha bisogno dell’uomo, piuttosto il contrario: e la natura sa essere madre e matrigna e reagisce agli scempi dell’uomo anche con violenza estrema!
Da ultimo, ma non ultimo, in tempi di cambiamenti climatici e, ahinoi, di guerre non si può tacere sull’evocazione che le festose esplosioni qui da noi dei fuochi d’artificio facciano da contraltare a quelle angosciose nei Paesi in guerra, dove le esplosioni vogliono dire morti, mutilazioni, distruzioni, bambini terrorizzati.
Diamo atto alla chiesa locale di aver indirizzato le feste che da maggio a settembre celebrano i santi venerati verso una maggiore ritrovata spiritualità e lanciamo un accorato appello per un passo in avanti perché i parroci e i padri spirituali delle confraternite oppongano una netta contrarietà ai fuochi d’artificio in fase di programmazione delle feste destinando quelle risorse a opere di bene. Ce n’è bisogno!
E, infine, per la festa del santo patrono della nostra città vogliamo auspicare la piena condivisione delle nostre riflessioni e che il sindaco sensibilizzi per il futuro l’apposita commissione sull’argomento “fuochi d’artificio” perché si incominci ad introdurre massima sobrietà per giungere presto alla loro totale abolizione.
Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute Bat – Antonio Carrabba - Codacons sede locale di Trani – Avv. Nicola Ulisse - TerraMare Nexus Trani – Renzo Samaritani
