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Amet, il centrodestra: «Nove anni di caduta libera solo per colpa del centrosinistra»

Non si spengono i riflettori su Amet spa, tornata nuovamente al centro del dibattito politico dopo le dimissioni di due dei tre membri del suo consiglio di amministrazione, facendo di fatto decadere l'organismo guidato dall'avv. Angelo Nigretti, Amministratore Delegato dell'azienda le cui dimissioni erano state caldeggiate dal Sindaco dopo il suo scontro aperto con lo stesso sulla questione della Darsena Comunale.
Ad intervenire sulla vicenda le Segreterie di Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e LPS, che hanno individuato una matrice politica in questa scelta dei consiglieri dimissionari definendola una "exit strategy" verosimilmente concordata con il Sindaco per far decadere l’AD "scomodo"; la coalizione di centrodestra ha inoltre posto l'accento sui risultati di 9 anni di "cattiva gestione del centrosinistra".

Qui di seguito l'intervento delle Segreterie Politiche del centrodestra.

***

Le dimissioni di due componenti del CdA di Amet spa al “solo” fine di far decadere l’Amministratore Delegato non destano alcuna sorpresa; infatti, attraverso questa “exit strategy”, è stato consentito al sindaco di “liberarsi” dell’Avv. Angelo Nigretti (al quale esprimiamo solidarietà), colpevole di aver assunto una posizione aziendalista a salvaguardia del futuro di AMET spa, e perciò finito in aperto contrasto con il volere del primo cittadino.
E non sorprende nemmeno il fatto che Amet spa venga utilizzata dalla maggioranza al solo fine di cercare labili equilibri politici, spartizione di poltrone e “posti al sole”.
Ciò che sorprende invece, nei continui cambi di CdA, è l’incapacità di individuare un management che possa lavorare con continuità, se non al suo sviluppo, quanto meno alla salvaguardia dell’azienda; così, dopo nove anni di cattiva gestione da parte del centrosinistra, AMET spa si ritrova senza un piano industriale, nonostante una richiesta ufficiale del Consiglio Comunale, e con i seguenti disastrosi risultati:

  • Cessione del servizio di pubblica illuminazione
  • Perdita del ramo vendita energia elettrica
  • “SVENDITA” del pacchetto clienti energia elettrica
  • Perdita del servizio di gestione della darsena comunale
  • Perdita del servizio di sosta a pagamento (prossimo obiettivo dell’Amministrazione)
    E se il modus operandi continua ad essere quello adottato finora AMET spa rischia di perdere anche il trasporto pubblico locale e la rete di distribuzione di energia elettrica; a quel punto non rimarrà più nulla e non servirà un Amministratore Delegato ma un liquidatore. Nel frattempo non è che per “azzerare il rischio di democrazia” il Sindaco nominerà anche in AMET come in AMIU un Amministratore Unico? E magari anche forestiero (dopo Bari si passa a Margherita di Savoia)?
    A questo punto il sindaco, per rispetto verso i dipendenti, i cittadini e la storia della città, ha l’obbligo di comunicare cosa intende fare di una azienda che ricordiamo non esser di sua proprietà né tantomeno di questa compagine politica ma di tutti i cittadini tranesi.
  • Michele Scagliarini - Fratelli d’Italia
  • Alfonso Mangione - Forza Italia
  • Maurizio Colonna - Lega
  • Franco Altamura - LPS

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