Una bici abbandonata in un terreno incolto lungo viale Germania è la prima, sconcertante fotografia di quanto alcuni tengano in considerazione a modo loro il progetto di condividere veicoli a due ruote per una mobilità sostenibile e, soprattutto, meno inquinante.
Purtroppo a dispetto delle buone intenzioni, che pure restano, c'è una parte della città che non sembra proprio capace di intendere il senso di questo servizio e non solo non lo accetta ma, addirittura, lo intende come un fastidio, un intralcio, un'invasione di terreno rispetto ad abitudini tanto radicate quanto obsolete e dure a morire.
Così una bici a disposizione di tutti viene scambiata per un oggetto a disposizione di qualunque cosa si voglia farne, trasformandolo da opportunità di spostamento intelligente in occasione di vandalismo gratuito.
In ogni caso il servizio prosegue, per il momento senza apparenti contraccolpi: allo stato sono in servizio oltre 50 veicoli sparsi nell'intero territorio comunale, la maggior parte dei quali nella zona centro nord con oltre 40.
E intanto il vicesindaco, Fabrizio Ferrante, accosta l'episodio al caso del padre di Filippo Turetta: «Se un genitore arriva a dire "hai avuto un momento di debolezza" al figlio che ha ammazzato una ragazza con 70 coltellate, immagino che l'idiota che vandalizza le biciclette in città agli occhi dei familiari sia una persona civile. La verità è che mancano i fondamentali».
