Il problema non è nuovo, ma oggi è davvero al massimo della sua portata, in misura inversamente proporzionale al minimo storico del servizio prodotto.
Il riferimento è alla valorizzazione luminosa della cattedrale di Trani, mai come in queste ore al buio per effetto del funzionamento di un solo riflettore del pannello dedicato orientato verso di essa.
L'impianto - è bene chiarirlo subito - è di Enel, che si occupa anche della sua manutenzione. Qui Amet non ha mai avuto alcun ruolo e dunque, almeno in questo caso, puntare il dito contro l'ex municipalizzata sarebbe non corretto.
Al contrario, non si comprende come il massimo distributore e commerciante di energia elettrica in Italia che negli odierni si autoproclama «la storia» del settore, citando musicalmente De Gregori, non sia in grado di essere sul pezzo per quanto riguarda l'opportuna esaltazione serale del nostro tempio.
Male Enel, male i suoi manutentori, ma cosa hanno fatto coloro che dovrebbero sollecitarla? A cominciare dalla Diocesi di Trani, che pure possiede il bene, passando per rettoria e capitolo della cattedrale, confraternite e anche Comune di Trani, che non può non avere notato quanto questo problema e quanto nocumento arrechi all'immagine della città.
Ci auguriamo che ciascuno abbia fatto la sua parte sollecitando Enel con segnalazioni, missive e Pec. Ma la triste realtà è che proprio oggi, nel primo giorno pieno di festa patronale, busto argenteo e le reliquie di San Nicolino riposano in una «casa» a lui dedicata mai così buia.
