Dopo le mie numerose contestazioni (tutte formulate con note protocollate) al bando di gara, del tutto illegale, che voleva rendere la ex sciala De Simone l’ennesimo lido attrezzato privato, colgo con favore l’annuncio diffuso a mezzo stampa che l’area diventerà ad uso pubblico esclusivo, presumo spiaggia libera. Vedremo il provvedimento cosa dirà. Pare si siano accorti che il mare è di tutti.
Aspettavo al varco altri procedimenti illegali ipotizzati dalla amministrazione, di cui si era avuta notizia dalla stampa, che avrebbero dovuto portare all’accorpamento della ex sciala De Simone con l’ex stabulario del Cristoforo Colombo, ovviamente sempre a beneficio di privati, ma evidentemente la prudenza dopo la tempesta ha condotto alla ragione.
È noto a tutti che senza il Piano delle coste queste operazioni a sfondo privatistico non si possono fare. Se non si dimostra che c’è un equilibrio di rapporto percentuale fra spiagge libere e concessioni demaniali private, lo stato delle cose non si può modificare e la competenza, vale la pena ribadirlo, è del consiglio e non della giunta comunale.
È evidente che nel tratto di costa dalla villa comunale sino a Matinelle tale rapporto non sussiste, anche perché alcune spiagge, o almeno così denominate, non possiedono tutte le caratteristiche per garantirne la fruibilità, essendo in realtà dei ripascimenti a protezione dei muraglioni.
Il ruolo del consigliere comunale svolto senza clamori è importante e dà i suoi frutti, anche per evitare le speculazioni persino sul mare. Valuterò insieme ai vertici provinciali e regionali del mio partito se indire per fine mese una conferenza stampa nel corso della quale illustrerò tutto quanto sino ad oggi prodotto con scritti ufficiali che consegnerò. E non è finita qui.
Giovanni di Leo - Consigliere comunale e provinciale Lega
