Un Ferragosto all'insegna della grande tradizione della melodia italiana per eccellenza: la canzone napoletana, protagonisti al Beltrani il M° Antonio Palazzo, ideatore del progetto «Partenope Suite», ed i suoi compagni di viaggio musicali Badrya Razem, ma che brava e che voce la sua, Gianni Iorio, bandoneonista di prim'ordine, senza di lui sarebbe stata un'altra cosa, Gianluca Aceto al basso, da lui solo conferme del suo talento e del suo tocco è oramai inconfondibile, Pasquale Angelini alla batteria e Michele Ciavarella alle percussioni, una presenza musicale la loro che ha dato spessore e forza, oltre che il giusto ritmo, alla meravigliosa serata a cui è valsa la pena partecipare, malgrado il caldo afoso che non ha tenuto lontano il pubblico delle grandi occasioni accorso a Corte Davide Santorsola per un sold out per niente scontato. Più che un concerto è stata un'esperienza musicale unica e avvolgente il cui successo e gradimento del pubblico ha fatto felice colui che il progetto l'ha concepito, M° Antonio Palazzo, pianista e direttore d'orchestra, che non stravolgendo la storica melodia dei brani li ha rivisitati arrangiandoli nuovamente come solo lui avrebbe potuto fare: top.
«E' stata una serata di celebrazione della grande tradizione della melodia italiana per eccellenza: la canzone napoletana – ha detto il M° Palazzo- e lo è stato grazie ai miei straordinari compagni di viaggio musicale ed alla e la vellutata voce di Badrya Razem, una delle interpreti più promettenti del panorama musicale contemporaneo». La canzone napoletana, che ha un’anima popolare che la distingue, è stata sapientemente narrata con le giuste scelte e sequenze musicali: in avvio di concerto un sontuoso "Torna a Surriento" interpretato al pianoforte da M° Antonio Palazzo, per continuare con "Nun è peccato", grande successo di Peppino di Capri, interpretato per metà a cappella da Badrya prima che la stessa sciogliesse la sua voce in una seconda parte da brividi. Altri brani hanno colorato la serata con le interpretazione intense di “Era de Maggio” e di “Tu si 'na cosa grande”, una superba “Dicitencello vuje” cantata in una inedita doppia versione italiana ed araba, quest'ultima come omaggio di Badrya alle sue origini, davvero da brividi i suoi vocalizzi finali che hanno portato il pubblico nei vociati vicoli di Napoli ed alle soglie del deserto del Sahara. Non è mancato l'omaggio a Pino Daniele con "Napule é" ed all'eterno Renato Carosone con "Tu vuo’ fa l’americano” che ha fatto ballare sulle sedie il pubblico, per poi celebrare Napoli come solo Lucio Dalla ha saputo fare reinterpretando in maniera originale "Caruso", qui pelledoca per tutti ancora una volta grazie a Badrya e l'accompagnamento di Gianni Iorio, ed una chicca meravigliosa: un "Anema e Core" con a voce autentica di Lucio, accompagnata, con emozione, al pianoforte dal Maestro Antonio Palazzo che con Dalla ha collaborato. Se la passione sfocia in amore, l'amore ha bisogno di cura ed attenzione per il dettaglio, è lì che si gioca tutto, sui dettagli musicali che «Partenope Suite» ha regalato celebrando una tradizione, quella della canzone napoletana, che ha saputo valicare i confini nazionali e le epoche, scolpendosi nella memoria collettiva di almeno tre generazioni. E' stata una prima nazionale, che non sia l'ultima, questo originale progetto di Antonio Palazzo merita di essere conosciuto, lo esige l'anima pronta a ringraziare per queste emozioni evergreen.
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