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Concessione decaduta, la pompa di benzina dell'avamporto deve essere rimossa

Gli ultimi due canoni non pagati, l'impianto abbandonato e la concessione decaduta: il porto di Trani perde un altro pezzo, questa volta con con riferimento all'impianto di rifornimento carburante per imbarcazioni denominato «Port service», di Francesco De Toma ed altri.

DODICI ANNI DI ATTIVITÀ

Nel 2010 la società aveva ottenuto la relativa concessione demaniale marittima per realizzare, al molo Santa Lucia, una stazione di distribuzione carburante a scomparsa totale per la nautica da diporto, con pontile per l'attracco delle imbarcazioni.

La concessione era scaduta nel 2014, era stata rinnovata fino al 2020 e poi fino al 2033. Nel frattempo, però, il concessionario non aveva pagato il canone del 2022 (per 2700 euro), e del 2023 (per 3.300 euro). Nonostante i solleciti di pagamento, nulla perveniva a Palazzo di città e così il Comune di Trani, a gennaio 2024, avviava la procedura di decadenza della concessione demaniale: alla comunicazione non facevano seguito né un ricorso al Tar, né uno alla Presidenza della Repubblica nei termini di legge.

Nel frattempo l'Ufficio locale marittimo di Trani segnalava l'inattività dell'impianto di distribuzione carburanti oggetto della concessione stessa, nonché la diffidava l'amministrazione «a porre in essere tutte le necessarie misure e attività per la messa in sicurezza delle strutture, ormai in stato di abbandono».

Lo scorso 11 luglio, poi, il personale del Servizio demanio e darsena ha svolto un sopralluogo, certificando che «gli impianti sono inagibili e privi delle minime attività di manutenzione, sia ordinaria, sia straordinaria».

Così il dirigente dell'Area urbanistica, Andrea Ricchiuti, ha disposto la decadenza ufficiale della concessione demaniale ed ordinato la rimozione di tutti i manufatti presenti nell'area, e nello specchio acqueo in questione, entro 15 giorni dalla data dei provvedimento emanato lo scorso 19 luglio.

Al termine di questo periodo, qualora dovessero ancora restare nell'area interessata, le opere e i manufatti saranno da considerarsi «sine titulo» e andranno rimossi ai sensi del Codice della navigazione con la procedura dell'esecuzione in danno.

PROSPETTIVE DEL PORTO

Abbandonato questo impianto da oltre due anni, va da sé che, per lo stesso tempo, il non distante distributore di carburante presente al molo Sant'Antonio stia operando di fatto il regime di monopolio. Ma anche nel suo caso, così come per i due specchi acquei del porto oggetto di concessione demaniale in favore del Comune di Trani, entro il 31 dicembre si dovrebbe andare a gara.

Resta in ogni caso da verificare se, nel bouquet delle gare da emanarsi entro il 31 dicembre 2024, il Comune di Trani includerà anche le due concessioni demaniali marittime riguardanti i distributori di carburante: dovranno essere sempre strettamente connesse all'indirizzo di approdo turistico del porto e quindi si potrebbe anche ipotizzare che tale attività sia posta in carico al futuro concessionario della darsena comunale, magari come proposta migliorativa del suo progetto.

Peraltro, dovrebbe andare a gara anche lo specchio d'acqua attualmente in concessione alla sezione di Trani della Lega navale italiana, la cui natura giuridica di associazione senza scopo di lucro potrebbe non essere sufficiente per evitare che anche quella parte del porto sia oggetto di una procedura ad evidenza pubblica. La Lega navale nazionale potrebbe, in ogni caso, chiedere ed ottenere clausole di tutela nei bandi da redigersi in tutti i porti ove è presente.

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