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Ok dalle Belle arti, cambiano le lampade della «pubblica» nel centro storico

Le storiche lampade di centro storico, corso Vittorio Emanuele, corso Cavour, via Giovanni Bovio e piazza della Repubblica stanno per andare in pensione. È l'effetto delle nuove norme sulla pubblica illuminazione, che richiedono di porre fine all'inquinamento luminoso mantenendo comunque fermi i parametri di legge della pubblica illuminazione, ancorché non dovesse più percepirsi quel senso di luce calda e teatrale che soprattutto il centro storico di Trani da sempre ha emanato.

La svolta era da tempo in animo all'amministrazione comunale ed alla City green light, la società che da marzo 2023 ha preso in carico la pubblica illuminazione (dopo apposita gara Consip) rilevandola dall'ex municipalizzata Amet, che aveva illuminato Trani per 115 anni.

L'OK DELLE BELLE ARTI

Perché in ogni caso si potesse procedere con questa autentica svolta era necessario chiedere ed ottenere il parere favorevole della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta Andria Trani e Foggia.

Il semaforo verde si è acceso con la nota con cui, lo scorso 2 luglio, il soprintendente, Anita Guarnieri, ha autorizzato l'esecuzione dei lavori previsti poiché ritenuti «compatibili con le esigenze di tutela delle aree oggetto di intervento e le vigenti norme sulla tutela dei beni culturali». L'ufficio resta però sul pezzo, rammentando che «ogni circostanza, che modifichi i presupposti di fatto e di diritto sui quali l'autorizzazione si fonda, dovrà essere immediatamente comunicata».

COSA CAMBIERÀ

Vediamo, a questo punto, cosa sta per cambiare: in corso Vittorio Emanuele, via Cavour e via Giovanni Bovio gli attuali organi illuminanti a forma sferica saranno sostituiti con lanterne in ghisa a luci led; in piazza della Repubblica le attuali lanterne lasceranno il posto ad altre in ghisa, sempre con luci led; nel centro storico troverà posto il cosiddetto «kit retrofit», con luce a led in tutte le lanterne presenti. La stessa operazione si compirà sul lungomare, con rimozione dei vetri per renderli conformi alla normativa regionale.

I lavori saranno affidati alla ditta Neri, specializzata nella valorizzazione luminosa di centri storici, piazze e strade di pregio.

LA NUOVA «PUBBLICA»

L'operazione rientra nell'ambito del ben più ampio intervento di implementazione della pubblica illuminazione, quantificato 2.500.000 euro e che consiste nei seguenti interventi: riqualificazione del 100% degli apparecchi di illuminazione con nuovi a led, prevedendo la sostituzione di 48 punti luce e l'introduzione di altri 752; installazione di sistemi di telecontrollo da quadro ed all'interno di alcuni punti illuminanti, con 83 quadri e 38 punti luce; sostituzione dei sostegni danneggiati con 132 nuovi e quattro sostegni con plinti di fondazione; adeguamento normativo dei quadri elettrici, con nuova installazione esterna alle cabine di trasformazione; interventi a discrezione dell'amministrazione comunale, per un valore di 100.000 euro.

L'effetto immediato del nuovo sistema di pubblica illuminazione non è piaciuto molto ai cittadini, abituati per decenni a lampade analogiche che emanavano una luce molto forte, spesso anche indirizzata verso l'alto e non esclusivamente verso la strada, come l'odierna normativa richiede. E sul versante politico l'opposizione ha fortemente polemizzato con l'amministrazione comunale, rimpiangendo i tempi della «pubblica» di Amet.

Con il tempo l'utenza ha imparato a «farsi l'occhio», ma adesso l'intervento sui principali corsi, piazze e, soprattutto, stradine del borgo antico diventa decisivo. I lavori dovrebbero partire subito dopo l'estate e, da lì a poco, si avrà l'esatta percezione di un cambiamento tanto necessario quanto destinato, molto probabilmente, a fare ancora discutere.


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