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Il benzinaio del porto paga e ripristina, ma per ridargli la concessione servirà parere legale

Ad oggi la concessione è decaduta, ma è agli atti una istanza del concessionario decaduto che ha comunicato, dopo la decadenza, di avere pagato il canone. Di conseguenza, è stato richiesto un parere all'Ufficio legale del Comune per valutare un eventuale annullamento in autotutela del provvedimento di decadenza.

È quanto si apprende da Palazzo di città, stamani, a seguito del nostro articolo di ieri sulla decadenza della concessione demaniale Port service, nell'avamporto di Trani, con la conseguente necessità di sgomberare l'area dalle attrezzature esistenti.

In realtà, secondo quanto fa sapere lo stesso concessionario, la Port service aveva già pagato il canone dell'anno 2022 e poi, il 7 agosto 2024, ha versato quello del 2023 e ha così «sanato la morosità incolpevolmente assunta - si legge nella sua istanza trasmessa all'Area urbanistica e demanio - a causa di problematiche di natura finanziaria legate anche al pregresso periodo pandemico, le cui misure di contenimento hanno determinato una sospensione dell'attività imprenditoriale stante il suo diretto legame ad attività ritenute normativamente non necessarie».

Nel frattempo la Port service ha avviato (come da foto odierne) il ripristino e messa in sicurezza, «in tempi congrui e strettamente necessari, delle strutture presenti per consentire la ripresa dell'esercizio dell'attività imprenditoriale, che ha subito una etero imposta sospensione per quanto illustrato». Da qui la richiesta di revoca della decadenza.

La palla è adesso nel campo di Palazzo di città, sentito anche il parere dell'avvocatura comunale, ma anche di quello dell'Ufficio locale marittimo, che dovrà valutare lo stato della messa in sicurezza dell'impianto dopo averne segnalato al Comune quello di abbandono.


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