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Sessant’anni di teatro, questo giovedì riconoscimento speciale a Mario Francavilla

Nato a Trani il 15 agosto del 1944, Mario Francavilla ha sviluppato una particolare predilezione per Napoli e la napoletanità: viveva in via Annibale Maria di Francia, all'epoca via Corato, in una palazzina adiacente Villa Guastamacchia frequentando spesso la casa dei vicini partenopei. Durante il liceo (Padri Barnabiti) comincia ad avvicinarsi all’arte del teatro condividendo la passione con un gruppo di coetanei tra cui il noto attore tranese Enzo Guacci. La prima opera portata in scena è un lavoro teatrale denominato "I Lestofanti" di autore francese: sono gli anni '60 ed il teatro è quello delle Suore Angeliche che all'epoca si trovava vicino al porto. Negli anni ‘70 Francavilla entra a fare parte della Compagnia Teatrale Alfa di Andria avendo come Maestro Peppino Cappabianca, noto come "L' Eduardo De Filippo andriese" da cui impara molto segreti di regia e si distingue come attore in " La fortuna con la effe maiuscola". Negli anni ‘80 nasce per la prima volta una compagnia teatrale tutta sua denominata "San Carlino" e successivamente "Teatro Umoristico". Da regista si distingue per la riproposizione di opere napoletane di Eduardo e di Peppino  De Filippo" come "Filomena Marturano" ,"Non ti pago"  "Don Rafele o trumbone" "Miseria Bella" e molte altre.

Nel 1987 appare per la prima volta in scena accanto a lui l'allora diciassettenne figlio Giuseppe a cui riesce a trasmettere tutta la sua passione artistica ed i segreti dell'arte recitativa. Celebri "La lettera di mamma' " di De Filippo e "È buscia o verita' " di Scarpetta". Il sodalizio col figlio dura ancora oggi.

Mario Francavilla si ritrova a recitare ed a curare la regia di alcuni lavori scritti dal figlio come "Morto Apparente","Una finestra su Napoli" "L' abito non fa il prete " ed "È tornato Pulecenella "...

Nel 2014 la denominazione della Compagnia cambia in "Il Carro dei Guitti" ed apre gli orizzonti anche ad altri generi teatrali non più esclusivamente napoletani dando vita anche al teatro impegnato come "Le ultime ore di Shakespeare " o "Un amore rubato " che tratta la violenza di genere sempre scritti dal figlio Giuseppe da cui oggi si fa dirigere attraverso  la sua  regia.


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