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«L'animale che è in noi va umanizzato», Enzo Bianchi ai Dialoghi di Trani. Intervista

"Religiosità e religioni: prospettive di convivenza pacifica in una società complessa" è stato il tema affrontato da Enzo Bianchi, monaco cristiano e saggista, questo pomeriggio in Piazza Quercia, un argomento, più che mai delicato in questo periodo, che è stato affrontato in una visione legata al senso spirituale, che presuppone ogni fede, e che fa pensare che dovrebbe prevalere sempre il rispetto per la vita umana. Le guerre in atto tra nazioni che si riconoscono in religioni diverse, invece, sembrano indicare un’inevitabilità dello scontro. E' necessario più che mai intraprendere una strada per recuperare il senso ultimo dell’appartenenza religiosa. Abbiamo incontrato Enzo Bianchi e gli abbiamo posto la questione: C'è una distinzione chiara fra fede e religione?

https://youtu.be/vWPAJD2vkrA

Questa la sua articolata risposta. "Noi oggi sappiamo fare una distinzione abbastanza chiara tra fede e religione, dove la fede giudica la religione, ha bisogno del rivestimento della religione, ma non coincide con la religione. Gauchet, il grande filosofo francese, dice che il cristianesimo è la religione che richiede l'uscita dalla religione. È una formula, secondo me, molto efficace. Religiosità e spiritualità indicano piuttosto l'attitudine degli uomini verso il sacro, verso il trascendente, verso la ricerca d'assoluto, anche verso una vita interiore. E sono ancora un'altra cosa. In questo senso è difficile dire che il buddismo è una religione. Il buddismo è una spiritualità. Il musulmanesimo è una religione. Insomma, bisogna che facciamo queste distinzioni. Certo che ciò che è, da sempre oserei dire, ciò che più si accende, può spaventarci, e diventare una miscela terribile di violenza, è la religione con la politica. Quando religione e politica si mescolano insieme, creano il fondamentalismo, creano il Dio con noi e contro gli altri, creano il nemico, giustificano la violenza più cieca e più sorda. E lo vediamo nei nostri giorni in Ucraina, dove addirittura si fronteggiano cristiani, ortodossi e cattolici con gli ortodossi, in una guerra, in una violenza fratricida veramente che fa vergogna e fa bestemmiare il nome di cristiano"

"Lo vediamo in Palestina, dove frazioni certamente fondamentaliste dell'Islam si trovano a combattere le frazioni fondamentaliste religiose dell'ebraismo. Quando uno invoca Dio per sé, lo invoca contro l'altro, giustifica addirittura l'odio e la violenza contro l'altro, dicendo non sono solo io che odio, ma è Dio che in me odia l'altro. E quindi aumenta la carica dell'odio, dell'inimicizia, della violenza. Noi non dobbiamo dimenticarci, noi esseri umani, che siamo degli animali e che l'animale che è in noi sovente mostra tutta la sua aggressività. L'animale che in noi va domesticato, va ordinato, va umanizzato, soprattutto nella sessualità e nei rapporti con gli altri. E soprattutto, oserei dire, nel nostro rapporto col cibo. Con questi tre rapporti, se li umanizziamo, noi arriviamo a dei rapporti pacifici, altrimenti arriviamo a dei rapporti in cui uno vuole impossessarsi di ciò che ha l'altro, in cui uno vuole predominare sull'altro a costo della violenza sull'altro".

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