«Se la Costituzione non la facciamo realmente vivere resta un pezzo di carta. Ben vengano intitolazioni e commemorazioni, ma la Costituzione tocca la vita quotidiana di ciascuno di noi». Così Gustavo Zagrebelsky, giudice della Corte Costituzionale per trent’anni ed anche presidente della stessa vent'anni fa. Il riferimento è alla proposta del Giornale di Trani di intitolare il futuro parco che sorgerà dalla demolizione dell'ex distilleria Angelini alla Costituzione.
In una città culla del diritto come Trani, che però in questi oltre 75 anni si è dimenticata della Carta su cui si fonda il Paese, la presenza di Zagrebelsky ai Dialoghi di Trani per l'«Edicola dei Dialoghi», tenuta sulla accoglientissima terrazza sul mare di Dimore Marinare, in pieno porto, ha rappresentato quindi l'occasione perché il nostro direttore responsabile, Nico Aurora, chiedesse un parere sulla questione ad un vero e proprio addetto ai lavori: la sua risposta richiama i comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.
«La Costituzione innanzi tutto va difesa e lo si fa dalle sue fondamenta, che l'articolo 29 ci ricorda essere la famiglia – osserva il docente –. Ebbene, la Costituzione si difende partendo dai corretti rapporti tra marito e moglie, genitori e figli e dal pieno diritto all'istruzione in un armonioso rapporto fra studenti, famiglia e docenti. Ecco, quindi, che la Costituzione deve vivere partendo dal basso e dalle relazioni tra di noi, che invece troppo spesso stravolgiamo».




