«Rete ferroviaria italiana ci convocherà entro il 20 settembre per fare il punto della situazione ed illustrarci come, e soprattutto quando, intenda muoversi». Lo aveva comunicato, nel corso del consiglio comunale dell'altra mattina, il presidente dell'assemblea, Giacomo Marinaro, e l'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ferrante, replicando all'interrogazione posta dal capogruppo della Lega, Giovanni di Leo, ed al successivo intervento di quello di Forza Italia, Pasquale De Toma. La data è stata aggiornata a martedì prossimo, 1mo ottobre, e l'incontro dovrebbe tenersi a Trani.
DI LEO: «DAGLI ANNUNCI AL NULLA»
Motivo dell’interpellanza del consigliere di minoranza, il continuo slittamento delle possibili date di inizio dei lavori di soppressione del passaggio a livello di via De Robertis, con realizzazione di un sottovia carrabile e pedonale sostitutivo. Secondo quanto sostenuto in aula da di Leo, «i lavori sarebbero dovuti incominciare a gennaio 2024, poi a marzo, quindi a giugno, ma ad oggi non c'è nulla se non continui malfunzionamenti del sistema di controllo a distanza delle sbarre del passaggio a livello. Questa storia - ha sottolineato il capogruppo leghista - si trascina invano dal 1996 e gli ultimi dieci anni hanno visto voi del centro-sinistra, con il sindaco Bottaro, al governo di questa città nell'incapacità di risolvere i problemi: si convochi allora Rete ferroviaria italiana in consiglio comunale, perché ci vengano a spiegare il motivo del perdurante ritardo. E si faccia anche un esposto nei loro confronti per il malfunzionamento delle barriere».
DE TOMA: «SENZA RISPOSTE DA MAGGIO»
De Toma, a sua volta ha fatto sapere che «lo scorso 28 maggio aveva inviato una Pec a sindaco e Rete ferroviaria italiana per conoscere i tempi di avvio del cantiere della soppressione del passaggio a livello. L'unica risposta - ha fatto sapere in aula - mi è arrivata dal dirigente dell'Area lavori pubblici di Trani, Luigi Puzziferri: "Questa opera pubblica - mi ha riscontrato - è di competenza di Rfi e noi non abbiamo elementi di alcun tipo". Rfi non mi ha invece ancora risposto - ha concluso amaramente de Toma -, ed allora perché qui nessuno la sollecita?».
MARINARO: «RFI PARTIRÀ QUANDO PRONTA»
Marinaro, intervenendo da consigliere del Partito democratico ha invitato accoratamente i precedenti interlocutori a contattare il Ministro dei trasporti Salvini «perché sia lui a imprimere un'accelerazione a Rete ferroviaria italiana. Avete questa risorsa? Sfruttatela. La verità è che proprio grazie alla convenzione che questa amministrazione ha siglato con Rfi siamo riusciti a centrare due obiettivi fondamentali: fare realizzare i lavori interamente a loro e saldare fatture non pagate per la realizzazione dei precedenti sottovia di via Pozzopiano e via Giuliani per somme vicino ai 300.000 euro, circostanza che non ci aveva certamente fatto fare una bella figura presso di loro».
Quanto alle questioni sollevate dai consiglieri di minoranza, «Rfi non risponde da maggio - ha spiegato Marinaro - perché ha cambiato il responsabile unico del procedimento, con cui ci vedremo a breve. Il prolungamento dell'attesa, peraltro, dipende anche dal fatto che è stato proprio il sindaco Bottaro a chiedere con insistenza, a Rete ferroviaria italiana, di non aprire il cantiere se prima non abbia un cronoprogramma preciso dei lavori. Quest'opera pubblica sarà un grave problema non solo per il quartiere, ma per tutta la città - ammonisce Marinaro - e quindi dobbiamo conoscere con certezza i tempi entro i quali loro procederanno. Noi, per la nostra parte siamo già pronti con il servizio sostitutivo di bus navetta per alleggerire il più possibile le pesanti ricadute che le lavorazioni avranno sulla mobilità dei nostri concittadini».
FERRANTE: «MOBILITÀ ALTERNATIVA GIÀ DECISA»
L'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ferrante, a sua volta ha fatto sapere «che siamo in attesa della validazione del progetto esecutivo di Rete ferroviaria italiana, dal quale nascerà il definitivo. Noi siamo pronti al punto che abbiamo perfettamente monitorato i passaggi di auto, ciclisti e pedoni da quel passaggio a livello, quindi abbiamo un quadro preciso anche sulle modalità del servizio sostitutivo. Ma i ritardi sono solo di Rete ferroviaria italiana e loro devono darci tempi certi, circostanza della quale parleremo quando ci convocheranno. Di certo - conclude Ferrante - non possiamo accettare che si accusi l'amministrazione comunale di ritardi di cui non è responsabile. A noi interessa solo che loro aprano il cantiere avendo un cronoprogramma: non vogliamo a Trani un caso Barletta bis».
