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Tufare, via Andria ed aree incolte non coperte: verde, servono altri 161.000 euro

Il verde pubblico fa fatica, ma i costi si moltiplicano: 161.000 euro, Iva compresa, per alcuni interventi fuori sacco, vale a dire esterni all'affidamento triennale del servizio di manutenzione di alberi, aiuole, spartitraffico, piazze e parchi della città.

È quanto ha determinato il dirigente dell'Area urbanistica, demanio e ambiente, Andrea Ricchiuti, affidando alla società De Palo group, di Palombaio, il servizio di manutenzione ordinaria annuale dei parchi pubblici di via delle Tufare ed ex pinetina di via Andria, insieme con il previsto incremento degli interventi sulle aree incolte della città.

PARCO, PIAZZA ED AREE INCOLTE

Nel provvedimento la figura apicale dell'Ufficio tecnico chiarisce che il servizio di manutenzione del verde cittadino, di durata triennale, era stato aggiudicato il 6 dicembre 2022. Ma «soltanto dopo la celebrazione della gara erano stati portati a termine i lavori di realizzazione di ulteriori aree a verde: il nuovo parco di via delle Tufare e l'area di piazza Caduti del Lavoro, già pinetina di via Andria».

Questi siti, peraltro, non erano neanche entrati nel censimento realizzato nel 2021, dall'agronomo Giovanni Battista Guerra, sulla base del quale era stata calibrata la spesa da porre a base d'asta per la gara triennale. In altre parole, la manutenzione del verde in queste due grandi aree, soprattutto la prima, non è coperta dai costi del servizio triennale istituzionale.

Inoltre, nel corso dell'espletamento dello stesso servizio, «sono emerse nuove esigenze di interventi - spiega il dirigente - mirati all'eliminazione delle sterpaglie delle cosiddette aree incolte presenti in gran numero all'interno del territorio cittadino». In questo caso siamo in presenza di una sempre più folta cespugliazione incontrollata che si verifica con frequenze e velocità decisamente superiori rispetto agli anni precedenti e richiede, allo stesso modo, un intervento dall'esterno.

Da qui le lavorazioni affidate alla società bitontina, a seguito di trattativa avviata sul portale del Mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni. Il suo preventivo di 130.000 euro, Iva esclusa, è stato ritenuto congruo e quindi accettato dal dirigente. Gli interventi cominceranno nei prossimi giorni.

APPALTO E PRIMA VARIANTE

L'intervento, come detto, si somma alla spesa già impegnata per la manutenzione triennale del verde pubblico, che comprende anche pulizia dei viali di villa comunale e cimitero e dei bagni pubblici. La gara di fine 2022 partì da un importo a base d'asta di 3.500.000 euro e fu aggiudicata ad un consorzio di aziende formato dalla barese De Grecis e dalla torinese Samsic Italia.

Durante lo svolgimento del servizio triennale si è già resa necessaria già una perizia di variante di 290.000 euro, impegnati come spesa extracontrattuale per servizi suppletivi da effettuarsi al di fuori del capitolato di appalto, nonché per tenere i bagni aperti più a lungo.

FRA TAGLI E SOSTITUZIONI

Tutto questo, come detto, si inserisce in uno scenario tutt'altro che soddisfacente con riferimento al verde pubblico. Infatti nell'ultimo anno, anche e soprattutto nel rispetto dello stesso censimento agli atti della pubblica amministrazione, nonché di quanto poi prospettato dall'agronomo incaricato in carica, Andrea Pacifico, sono stati tagliati molti alberi con particolare riferimento a pini secolari giudicati a rischio schianto e le cui radici avevano ormai deformato marciapiedi e sedi stradali, fra non poche polemiche di chi continua ancora oggi a ritenere che quegli alberi non andassero abbattuti.

Ancora prima era toccato alle palme rinsecchite, perché svuotate dal punteruolo rosso. E le motoseghe torneranno in azioni a breve per altri alberi considerati pericolosi per la pubblica incolumità, come per esempio quelli di viale de Gemmis, i cui marciapiedi sono totalmente impraticabili sempre a causa delle radici dei pini secolari presenti.

Le sostituzioni sono avvenute in misura ancora inferiore rispetto ai tagli e ovviamente i nuovi alberi si mostrano non solo diversi dai precedenti, poiché si tratta di specie compatibili con un territorio abitato, ma anche nettamente più piccoli nelle misure nell'attesa che, fra decenni, crescano e tornino a regalare quell'ombreggiamento e minima frescura che adesso in città mancano quasi completamente. A Trani camminare all'ombra di rami è diventata impresa sempre più faticosa. Al contrario spendere per il verde si è trasformato in una pratica tanto necessaria quanto decisamente più dolorosa.


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