Il Pubblico ministero presso il Tribunale di Lecce, Simona Rizzo, ha chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per l'ex sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, nel processo che lo vede imputato per il reato di falsità ideologica per il quale era stato denunciato dagli indagati del procedimento Sistema Trani (da lui istruito), Sergio De Feudis e Giuseppe Di Marzio.
A Ruggiero veniva anche addebitata la violenza privata nei confronti di testi escussi preliminarmente a misure cautelari inflitte, ma in questo caso è intervenuta la prescrizione.
Due gli esposti di partenza che, dopo avere seguito strade parallele, furono poi unificati in un unico giudizio. Nel primo Sergio De Feudis, funzionario dell'Area finanziaria del Comune di Trani, imputato nel processo Sistema Trani (e condannato in primo grado a 9 anni e 6 mesi per concorso in peculato e falso continuo ed aggravato), aveva citato il magistrato per i toni e le pressioni che avrebbe utilizzato nell'escussione di due testi, dalle quali sarebbe poi scaturito il suo arresto nella primavera 2016. Provare nel dibattimento un possibile accanimento nei suoi confronti potrebbe, di conseguenza, ribaltare i giochi nel suo processo di appello.
Nella seconda denuncia, invece, l'ex vice sindaco, Giuseppe Di Marzio (arrestato con altri il 20 dicembre 2014 e poi assolto alla fine del processo), puntava a dimostrare come il verbale delle sommarie informazioni testimoniali rese dal consigliere comunale Beppe Corrado, durante le indagini preliminari, fosse difforme rispetto al contenuto effettivo dell'interrogatorio, emerso con il rilascio in udienza dei file audio contenenti le registrazioni di quelle Sit. Si sarebbero così realizzate difformità ed omissioni che avrebbero determinato la decisione di Ruggiero di fare arrestare Di Marzio nell'assenza di condizioni oggettive per farlo. Oggi Di Marzio, sebbene assolto, vuole fare valere i suoi diritti anche e soprattutto a fini risarcitori.
Gli avvocati difensori di Ruggiero, Viola Messa del Foro di Lecce e Domenico Conticchio del Foro di Bari, hanno iniziato ieri le loro discussioni e le termineranno il prossimo 29 novembre, data in cui il Tribunale di Lecce in composizione monocratica (presidente Luca Scuzzarella) emanerà la sentenza di primo grado.
Per la cronaca il dottor Ruggiero (insieme con il collega Alessandro Pesce) era stato già condannato in Cassazione, e quindi in via definitiva, a 6 mesi di reclusione (4 per Pesce), pena sospesa, per violenza privata: in altro procedimento avevano usato modalità intimidatorie, violenze verbali e minacce su testimoni per costringerli ad incolpare alcuni indagati di avere preso tangenti.
Ad oggi Ruggiero è sospeso: al termine sarà giudice civile a Torino, essendogli inibita la funzione penale.
