La macchietta napoletana è una figura iconica della tradizione teatrale e musicale partenopea, nata verso la fine dell’Ottocento ha sempre trattato di un tipo di rappresentazione comica e caricaturale, spesso in forma di monologo o canzone, in cui si mettono in ridicolo comportamenti, difetti o stereotipi della vita quotidiana napoletana. Enzo Cirillo con il suo personale spettacolo "Come rideva Napoli", andato in scena la Teatro Mimesis lo scorso 05 ottobre, ha voluto mettere in risalto, ancora una volta, il valore della macchietta che sta nella capacità di far emergere, attraverso la comicità, tratti sociali e culturali, in questo caso della città di Napoli, ma che di fatto appartengono alla società tutta. E' stato bravo Enzo Cirillo nell'interpretare artisticamente le situazioni paradossali che le macchiette descrivono, situazioni paradossali, ridicole o esagerate, con personaggi bizzarri, da incorniciare la sua interpretazione di Ciccio Formaggio, che incarnano vizi, passioni o ossessioni della vita comune, esilarante, poi, il pezzo dei Gemelli dove ha canzonato un prima ed un dopo il matrimonio. Artisti famosi come Totò, Nino Taranto e Peppino De Filippo hanno reso celebri diverse macchiette, contribuendo a dare a questa forma d'arte un valore culturale e artistico nel panorama nazionale italiano, Enzo Cirillo ha percorso il genere della macchietta napoletana dal suo esordio, fine 1800, ai tempi nostri con un finale dedicato alla Ninna Nanna di Federico Salvatore interpretata magistralmente fra continui applausi e risate del riconoscente pubblico che ha dimostrato di continuare ad apprezzare un genere artistico che, ha ragione Enzo Cirillo, meriterebbe di essere recuperato.

