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Amianto, tre associazioni: «Troppo in stato di abbandono e nessuno controlla»

Il quotidiano L’Avvenire del 6 ottobre scorso ha lanciato un allarme in tema di amianto riferendo che l’Italia, secondo dati Eurostat sottostimati, è il Paese europeo che registra il più alto numero di decessi per mesotelioma pleurico, un tumore provocato dall’asbesto, cioè dall’amianto.

A prescindere dalle cause della sottostima dei casi, la cui origine sta nella mancata acquisizione dei dati epidemiologici da parte di alcune regioni del sud, che in tal modo alterano anche la prevenzione, vogliamo qui ricordare che l’amianto, insieme di minerali altamente pericolosi, provoca patologie gravi, quali l’asbestosi e il mesotelioma pleurico conseguente a inalazione di fibre di amianto che portano alla morte.

La legge 257/92 in Italia, mise al bando l’amianto: fu proibita la produzione, la lavorazione, la commercializzazione e furono emanate norme e precise istruzioni, data la pericolosità, per la dismissione delle attività esistenti e per le bonifiche dei siti “contaminati”. dell’utilizzo.

L’Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute si è sempre posta in prima linea nella lotta di civiltà che è la bonifica da amianto e da anni anche nella nostra città affiancata da Codacons sede locale di Trani e Oikos lottano per sensibilizzare, in città e nella nostra provincia, le autorità istituzionali perché si attivino da subito con iniziative per il censimento e la mappatura dei siti contaminati e avviare un rapido programma di bonifica.

Le bonifiche dell’amianto sono ormai del tutto improcrastinabili in relazione allo stato dei manufatti ormai privi di ogni manutenzione. Infatti, i proprietari dei siti contaminati, nella consapevolezza di doverli prima o poi bonificare, hanno irresponsabilmente smesso ogni attività di tutela delle comunità sottraendosi ai trattamenti obbligatori di manutenzione ordinaria, pure previsti dalle leggi.

Le citate associazioni ancora una volta tornano a sensibilizzare i sindaci della provincia Bat e le Asl ad attivarsi per il rispetto delle leggi in materia e disporre verifiche sulla presenza di amianto in siti in qualche modo a loro stessi riconducibili, quali scuole, capannoni propri o di municipalizzate o partecipate, ecc.

Confidiamo nel senso di responsabilità verso le comunità delle Istituzioni tutte per vedere finalmente avviare e concludere quel processo di bonifiche che non può più attendere, mentre dichiariamo la nostra totale disponibilità a collaborare per il raggiungimento dell’obiettivo nell’interesse delle popolazioni.

Giova ancora una volta ricordare che le patologie provocate dall’amianto hanno caratteristica di latenza molto lunga, 25/30 anni, e soprattutto i più piccoli sono esposti al rischio di vedere insorgere poi, in età ancora giovane, patologie tumorali. 

Antonio Carrabba e Nicola Ulisse per Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute Bat, Associazione Cittadinanza Attiva Oikos Trani Aps, Codacons sede locale di Trani

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