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Amet, l'ex Ad Nigretti: «Nomine dispotiche, pronto a rovesciare il sistema»

Le nuove nomine del Cda di Amet portano ad effettuare un’analisi politica molto preoccupante per la città di Trani.

Siamo di fronte all’ennesima brutta figura e all’ennesimo schiaffo alla città intera perché, ancora una volta, l’attuale Amministrazione, con queste nomine, mette in evidenza un potere oligarchico e dispotico che non ha precedenti nella storia amministrativa di Trani.

Con la iniziale riconferma dei due dimissionari c’è, appunto, la manifestazione di questo potere nei confronti di chi si “associa” e di chi è “contro” il sistema attuale.

Un sistema che vuole manifestare l’assoluta trasparenza della propria azione amministrativa attraverso un avviso pubblico quando, da fine settembre, i nomi degli “eletti” erano già noti. E non tiene conto di quei 19 (meno i 4 “eletti”) professionisti che hanno manifestato la propria disponibilità ad assumere un “impegno di responsabilità” e non un “incarico di poltrona” sottoponendosi, peraltro, ad un colloquio pur sapendo di non avere alcuna aspettativa. E’ stata un’offesa alla dignità della loro professione e della loro personalità nel sentirsi, oggi, “inferiori” ai nominati.

In questo periodo storico l’Amet ha necessità di prendere precise posizioni strategiche nell’ambito dello sviluppo della città di Trani in tutti i propri settori: da quello della futura cessazione della concessione della distribuzione della rete a quella, attualissima ed urgentissima, della disponibilità a continuare il servizio dei trasporti pubblici nella nostra città con il timore che anche gli autisti di Amet, oltre quelli della sosta e della darsena, si possano trovare senza occupazione.

Ma perché l’Amet deve subire tutto questo?

Non riesco a levarmi dalla mente due frasi sintomatiche dell’attuale situazione politica-amministrativa di Trani durante il mio semestre in Amet.

La prima, dettami dai due componenti del Cda di Amet, è stata: «Senza l’appoggio politico non si va avanti».

L’altra, ascoltata direttamente durante il consiglio comunale per l’autorizzazione alla vendita dei contratti degli utenti tutelati, riferita dal presidente Marinaro al consigliere Di Leo: «Lei ha un suo modo di vedere, io l’esatto opposto».

Queste due frasi esprimono, appunto, il reale stato delle cose nell’amministrazione della città di Trani e le nomine odierne la confermano.

Non posso accettare queste frasi! Ho un’idea di amministrare completamente diversa da quella che oggi si intende! È certo che un amministratore pubblico abbia l’appoggio politico, ma tale appoggio politico deve avere come fine ultimo il bene della città e non quello personale. Oggi, purtroppo, siamo costretti a subire tutto questo.

La colpa di tutto questo è in quei 20.000 elettori tranesi che hanno creduto in questi “paladini” e che spero, alle prossime elezioni, abbiano la consapevolezza di avere in mente quello che, oggi, ci lasciano in eredità e, soprattutto, cosa abbiamo perso per la nostra città come opportunità di investimento, rinnovamento, progresso e miglioramento della qualità della vita in tutti questi anni.

La colpa, oggi, è di quegli eletti consiglieri comunali della maggioranza che, nonostante le loro capacità professionali, restano in silenzio, non reagiscono e acconsentono al degrado della città.

Anticipo chi oggi sul carro dei vincitori, dopo avere letto questa mia nota, diranno: «È lo sfogo di chi ha perso il posto in Amet». Li invito a visionare la mia dichiarazione dei redditi presente sul portale di Amet, per comprendere che il mio “posto” di Ad non è dipeso dall’esigenza di “arrotondare” le mie entrate ma, solo ed esclusivamente, per dare un contributo di competenze alla città.

Qualcun altro dirà: «È un modo per farsi pubblicità per una futura candidatura». A loro rispondo. Se ci sono cittadini tranesi che vogliono un cambiamento radicale della parola “politikòs”, più vicina alla origine greca della parola stessa che a quella interpretata in questi anni. Se vogliono persone che non hanno bisogno della politica per avere un posto o un guadagno economico. Se vogliono persone coraggiose che intraprendano iniziative solo per il bene dei cittadini e della città. Se ci sono persone che vogliono cambiare l’attuale sistema. Se c'è tutto questo, ebbene io ci sono!

Avv. Angelo Nigretti


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