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Unibat (Montaruli): «Trani, lo sviluppo economico come merce di scambio politico»

Dura, durissima la reazione alla notizia dell’ennesimo cambio alla guida del Settore Sviluppo Economico e Commercio al comune di Trani.

Come al solito non le manda a dire il Sindacalista Savino Montaruli, rappresentante di Unibat, l’Associazione del piccolo commercio di Unionecommercio Puglia, il quale reagisce con parole dure a quello che egli stesso ha definito “merce di scambio politico” questo continuo avvicendamento che, a suo dire, procura enormi danni ad un settore, quello commerciale, fortemente in crisi nella città di Trani e compromesso dall’assenza di Politiche Attive di Sviluppo e di una Visione precisa e chiara del futuro.

Ecco le parole del leader sindacale pugliese: “dai primi incontri avuti con l’ennesimo assessore alle Attività Produttive del comune di Trani, l’ultima in ordine di tempo, è passato tanto tempo che neppure la stessa ex assessore Pizzichillo se lo ricorderà. Una continua manifestazione di buone intenzioni poi svanite completamente nel nulla. Un andazzo di certo non attribuibile alle personali volontà dei singoli responsabili del delicato Settore ma sicuramente un clima di totale scollamento che si respira, fortissimo, già entrando nel Palazzo di città. Uno scollamento che ha generato, negli anni, incertezze, malumori, disagi e soprattutto enormi ritardi. Centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico sprecati da quei DUC che avrebbero dovuto rivoluzionare il piccolo commercio in città ma poi sperperati in opere inutili quando non addirittura dannose, al punto da essere poi rimosse. Dai Distretti Urbani del Commercio passando per l’incapacità di assumere decisioni coraggiose e risolutive per un mercato settimanale alle pezze, portato alle estreme conseguenze ed in odore di completa e totale estinzione. Che dire poi di quello che sin dal primo momento abbiamo definito “il grande pasticcio” che vedeva, invece, vomitare parole di elogio da parte di qualche faccendiere sempre dietro le quinte a sostenere le decisioni amministrative fallimentari, che poi si sono tutte ripercosse sui poveri esercenti che oggi pagano le conseguenze di questo intreccio tra malapolitca e polisindacato asservito. Un Regolamento sui Dehors scritto a quattro mani, quasi un canovaccio preparato in qualche pizzeria per andare incontro a qualcuno ma senza dare risposte, al punto che la Soprintendenza poi ha bacchettato tutti, e di brutto. Ora si va alle rimozioni ed il tutto ricade sugli esercenti che hanno assistito, passivamente alla commedia del “Manager” tuttofare. Che dire poi del piccolo commercio in fortissima crisi in una città che perde progressivamente di identità e di sostanza. Un Documento Strategico del Commercio rivelatosi inutile; un Documento senza Visione che abbiamo fortemente criticato e che, col tempo, si è rivelato per quello che è cioè spreco di altro denaro pubblico. Eppure abbiamo continuamente sollecitato l’adozione di Strumenti di Programmazione seri e che guardassero allo sviluppo futuro della città. A prevalere, invece, è stata la politica della sopravvivenza e dei fragili equilibri. Una scelta che sta producendo ancora il nulla e quel nulla non è solo un danno per chi continua a prestarsi al gioco delle nomine e delle poltrone ma anche per chi, invece, continua a chiedere un cambiamento reale che dia alla bellissima città di Trani tutti gli strumenti per uno sviluppo dignitoso, duraturo e strutturato. La politica che si fregia di riempire i vicoli di consumatori di bevande, senza peraltro essere neppure in grado di fronteggiare i gravissimi problemi di sicurezza che ripetutamente hanno raggiunto anche limiti di pericolosità sociale, è una politica da salottificio ma la città di Trani merita di andare oltre, di andare molto oltre, di andare ben oltre” – conclude Montaruli.


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