Un pigiama, un camice da lavoro, un vestito, una gonna un po’ più corta: questi sono solo alcuni dei vestiti che fanno parte della mostra “Com’eri vestita?”, visibile solo nei giorni 8 e il 9 novembre alla Biblioteca Bovio.
L’iniziativa è promossa dal Comitato per le Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Trani nell’ambito dell’intero territorio di competenza del Tribunale tranese, ideata dall’Associazione SUD EST DONNE, la mostra racconta storie di violenza attraverso l’abbigliamento delle vittime e si propone di smantellare gli stereotipi che colpevolizzano le donne nonché di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora sommerso, mediante lo sviluppo di una maggiore conoscenza del fenomeno e dei cliché che spesso lo giustificano.
La mostra sottolinea una tematica ancora purtroppo attuale come la violenza sulle donne. Qui, assieme agli abiti, è possibile osservare brevi descrizioni inedite delle violenze, talvolta subite anche da persone di cui queste donne si fidavano ciecamente.
La mostra, però, oltre allo scopo di denunciare la violenza, ne ha uno ancora più profondo; quello di evidenziare come la donna debba subire anche una violenza psicologica.
Capita molto spesso che venga fatta alla donna questa domanda: “Ma come eri vestita?”, quasi come se fosse lei la carnefice di ciò che le è accaduto. L’evento vuole proprio eliminare questo stereotipo, mostrando la varietà di abiti indossati da diverse donne nel momento dello stupro. Così facendo, permette alle persone di capire che la colpa non è della donna e di ciò che indossava, ma dell’uomo che ha violato la sua persona.
Redazione del Giornale di Trani- Annalisa Bocci
L’intervista a Roberta Schiralli – Ordine degli avvocati di Trani





