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Piazza Gradenigo, non solo pini. Articolo 97: «Hanno proprio stravolto il progetto»

Articolo 97 su piazza Gradenigo, in piazza Gradenigo, stavolta non ne ha parlato soltanto, ma l'ha mostrata ai convenuti dal luogo in cui li ha riuniti ieri sera, un adiacente ristorante.  E abbiamo avuto la sempre più precisa sensazione che sia una piazza nella quale intanto bisogna intervenire con urgenza a causa delle condizioni impresentabili in cui versa.

Giuseppe Curci, presidente di articolo 97: cosa denunciate e cosa chiedete?

Piazza Gradenigo è il biglietto da visita di Trani, quindi di tutti i turisti che arrivano e passano di qui, parcheggiano qui e di qui poi si muovono verso il centro storico. Ovviamente, trovandosi in questo stato di scempio è assolutamente inguardabile e i turisti non si fanno sicuramente una bella idea di Trani. Poi ci sono anche i residenti e passanti che rischiano quotidianamente cadute come effettivamente ci sono, perché la pavimentazione completamente sconnessa della piazza non permette un normale passeggio. Per arrivare anche al verde, quindi gli alberi, su cui si sta per compiere uno scempio. Un agronomo l'anno scorso ci diceva che qualcuno era da abbattere, qualcuno stava bene, altri erano soltanto da monitorare. Ora pare che questo nuovo agronomo abbia deciso di abbatterli tutti indistintamente: questo assolutamente non ci sta bene, anche perché ricordiamo che il verde è un patrimonio dell'intera comunità.

Raffaele Covelli, qui la questione è anche capire da quale punto di vista affrontare il problema. Tutti siamo d'accordo sul fatto che la piazza vada riqualificata e il progetto dell'amministrazione è per riqualificarla. È andato troppo a rilento? Assolutamente sì, però siamo tutti d'accordo che i lavori vadano fatti. Allora, perché poi voi avete una posizione divergente rispetto a quello che si sta facendo?

Abbiamo sprecato tanti anni per arrivare ad un progetto. Oggi ascoltavo in consiglio comunale che è partito nel 2018. Poi si è arrivati al 2022 con un progetto, un concorso di idee che ha portato un progetto che aveva delle buone idee secondo noi, e prevedeva delle aiuole sotto gli alberi, lasciando gli alberi. Poi ad un certo punto quest'anno è accaduto qualcosa di strano. Ci sono stati tutta una serie di cambiamenti, alcuni giustificati da una perizia agronomica, tra l'altro allegata al progetto della ditta che ha vinto la progettazione e che è stata allegata solo qualche giorno fa. Ma la notizia che i pini sarebbero tutti andati giù c'era già.

Il progetto è cambiato non soltanto per l'abbattimento dei pini e la sostituzione dei pini che, anche per ammissione dello stesso assessore oggi in consiglio comunale sono sani, perché ha detto alcuni pini sono sani, ma per motivazioni che loro ricercano nel danno delle radici. Ma il danno delle radici è stato causato sicuramente da una cattiva progettazione della piazza in passato, cioè abbiamo creato delle formelle troppo piccole, abbiamo pavimentato di nuovo tutto, tutto e non vogliamo liberare le radici ma le vogliamo ulteriormente sopprimere perché anche nel nuovo progetto scompaiono. Da quello che abbiamo visto dal rendering, il nuovo progetto ritorna allo stesso errore: avere delle formelle e non aiuole.

Il nuovo progetto elimina pini sani invece di preservarli, il nuovo progetto è una distesa di pavimento con una fontana a raso, con degli alberi che speriamo vengano messi, perché fino ad oggi tutto quello che è stato promesso in sostituzione non è stato effettivamente dato. E poi c'è un dato, secondo me, importante, che si poteva chiedere ai progettisti: salvaguardare i pini. Quindi si poteva fare una piazza con una sopraelevazione, un'altezza tale da preservare, non toccare le radici, non rischiare nemmeno di andare a beccare qualche reperto di vecchie mura o di altro tipo. E avremmo avuto una piazza bella che avrebbe mantenuto la storia e su cui non avremmo noi deciso la fine.

La fine di questi alberi non possiamo deciderla noi, non possiamo dire che questi alberi hanno ancora 10 anni di vita o 15 anni di vita, nessuno sa quanti anni di vita ha un albero in una condizione come questa. Quindi questo progetto ci sembra un po' invasivo e ci sembra soprattutto poco logico per preservare il verde storico. Penso che 60, 70, 80 anni fa i nostri avi abbiano creato piazze dal nulla mettendoci alberi e guardando il futuro. Noi invece stiamo eliminando gli alberi per metterne qualcosa di molto più piccolo e tutto quello che stiamo creando di nuovo verde sono distese di pavimentazioni, come l'ex pinetina di via Andria.

Avvocato Moscatelli, lei ha sempre avuto grande rispetto per le istituzioni. E allora qui c'è anche un parere favorevole della Soprintendenza rispetto alla sostituzione degli alberi. C'è un saldo positivo di 7 alberi: ne vanno giù 17, ne vengono impiantati 24, ma cambiano ovviamente i tipi di alberi perché dai pini si passa alle querce. Allora anche della Soprintendenza non dobbiamo più fidarci?

La Soprintendenza in realtà ha dato parere positivo, però se leggiamo già la delibera ed il parere anche del dirigente del Comune, questo parere è condizionato. Attenzione, la Sovrintendenza dice: «Io vi do il parere positivo, però nel momento in cui scavate noi dobbiamo tenere giorno per giorno un tecnico che deve controllare. Perché, se dovessero essere trovati dei reperti, tutto viene sospeso». È previsto espressamente nel progetto definitivo. Quindi questo parere della Soprindendenza, che comunque si basa su una relazione agronomica che è stata fatta dalla stessa società di professionisti che ha vinto il concorso per la progettazione, avrebbe dovuto tenere conto anche di quella che era la relazione agronomica del Comune di Trani, che doveva essere anche preliminare a quella della società di progettazione. E, non dimentichiamolo, c'è una discrasia tra il progetto iniziale e il progetto definitivo: nel progetto iniziale si era detto che dovevano essere abbattuti solo alcuni alberi; nel progetto definitivo si dice che devono essere abbattuti tutti gli alberi. Quindi le contraddizioni sono tante, però io non sono un ambientalista, né voglio diventarlo per fare propaganda.

È vero, sono rispettoso delle istituzioni, ma in primo luogo sono rispettoso dei cittadini. Su piazza Gradenigo non c'è mai stato un confronto con i cittadini. Questa piazza, che ha una sua connotazione identitaria, andava discussa nel momento in cui c'è stato un progetto iniziale, chiamiamolo parziale. Qualcuno avrebbe dovuto convocare le associazioni, non dico i cittadini, ma le associazioni per parlarne, discuterne, perché poi non è tutto così chiaro. Quello che manca sempre è la partecipazione dei cittadini dal punto di vista dell'informazione e della trasparenza. Io non posso fidarmi del vice sindaco, che sarà il più grande competente in politica o come avvocato, ma sicuramente non è un agronomo. Quindi ci volevo vedere chiaro prima.

Per vederci chiaro sono stato costretto a vederci chiaro dopo e dico di più: la delibera di giunta è stata pubblicata sull'albo pretorio senza gli allegati. Quindi i cittadini come me, che avrebbero avuto la possibilità di andare sull'albo pretorio e verificare la cosa, avrebbero, anzi hanno trovato, perché ci sono andato io, solo la delibera. Solo dietro protesta di qualcuno, che non è un consigliere comunale, il segretario generale ha detto gli allegati andavano messi e quindi la delibera che doveva essere pubblicata dal 30 ottobre al 15 novembre è rimasta lì, ma con gli allegati e quindi la scadenza per la pubblicazione è andata dal 15 al 30 novembre. E solo in questo caso noi siamo riusciti ad avere la seconda, edizione, chiamiamolo così, del progetto, cioè il progetto definitivo, e abbiamo constatato che si tratta di due progetti diversi.

Allora se voi avevate intenzione di approvare un progetto, dovevate tener conto del primo progetto: il secondo è un altro progetto, quindi avrebbero dovuto rifare il concorso di progettazione. Questo è quello che penso e lotterò sempre per avere trasparenza, comunicazione, informazione.

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