Un censimento per avviare un'operazione di totale rivisitazione degli impianti pubblicitari cittadini: da una parte la bonifica di quelli che non hanno più titolo a rimanere per le strade (vedi il caso recente lungo lo spartitraffico); dall'altra l'individuazione di aree in cui dovranno svolgere quelli legittimamente autorizzati.
«CENSIMENTO PER FARE GARA»
Ridefinito lo scenario, l'obiettivo è provvedere, quanto prima, «al rilascio di autorizzazioni per l'installazione impianti pubblicitari ricadenti sul territorio comunale, nei distinti ambiti territoriali e di proprietà del medesimo comune, con procedura competitiva ad evidenza pubblica in linea con la direttiva europea Bolkestein, per garantire la par condicio fra tutti gli operatori economici e i professionisti del settore potenzialmente interessati».
A scriverlo è il dirigente dell'Area urbanistica, demanio e ambiente, Andrea Ricchiuti, conferito al geometra Gaetano Curci, al costo di 19.000 euro, l'incarico di redigere il censimento dei mezzi pubblicitari presenti sul territorio comunale. Il professionista, inoltre, dovrà elaborare i dati per ottenere informazioni dettagliate su numero, distribuzione e caratteristiche degli impianti affissionistici censiti. Ed ancora, dovrà calcolare le superfici dei mezzi pubblicitari compresi in ciascun lotto, redarre un report tecnico, nonché gli elaborati grafici e tecnici che restituiscano lo stato di fatto e quello progettuale.
In altre parole, attraverso tale percorso, la figura apicale dell'Ufficio tecnico dà atto del fatto che il Comune di Trani è fortemente indietro rispetto alle direttive europee, che obbligano una pianificazione del territorio molto approfondita in materia che incroci urbanistica, tutela del paesaggio, beni culturali, decoro e sicurezza stradale.
«ARMONIZZARE IMPATTO»
A questo punto si suddividerà la città in diverse zone, individuando tratti viari in cui ammettere alcune tipologie di impianti, piuttosto che altri, prevedendo una percentuale di saturazione di mezzi pubblicitari sul fronte strada, ovvero vietandoli. Il tutto tutelando edifici o strade di interesse monumentale, storico, artistico e paesaggistico.
Quanto al censimento degli impianti pubblicitari esistenti sul territorio comunale, dovrà avvenire attraverso rilevamenti sul campo utilizzando idonei dispositivi georeferenziati, con classificazione e categorizzazione per tipologia e dimensione, documentato con rilievo fotografico per ciascun ambito territoriale, ed ogni altra attività propedeutica all’avvio della procedura ad evidenza pubblica.
REGOLAMENTO E AMBITI
Il censimento degli impianti pubblicitari si innesta in un già esistente piano generale degli stessi, approvato dal consiglio comunale più che recentemente, vale a dire il 28 dicembre 2023. Il regolamento già divide la città in quattro ambiti, qualificandoli in maniera precisa e, di conseguenza, declinando le autorizzazioni in armonia con le caratteristiche degli ambiti stessi.
L’ambito numero 1 comprende le aree centrali del territorio comunale, aventi particolare rilevanza storica e/o urbanistica. In tale ambito le esigenze di tutela architettonica ed urbanistica impongono la massima cautela negli inserimenti pubblicitari. Il secondo raggruppa le aree a prevalente destinazione residenziale: anche in questo caso si impongono le esigenze di tutela architettonica ed urbanistica, per cui si dispone cautela negli inserimenti pubblicitari.
L'ambito 3 comprende le restanti aree del centro abitato, in cui l’esposizione dei mezzi pubblicitari risulta di minore impatto sulla struttura urbana. Il quarto ed ultimo ambito attiene le aree poste al di fuori del centro abitato, in cui l’installazione degli impianti pubblicitari è consentita unicamente nel rispetto delle norme previste dal Codice della strada.
RICORSI E INTERESSI
Nel frattempo, però, gli operatori bussano continuamente alla porta di Palazzo di città proponendo progetti per farseli approvare nell'immediato. E quando ciò non avviene, anche in ragione del fatto che il Comune fa loro sapere che è in procinto di pubblicare la gara, questi tendono a forzare i tempi lamentando la compressione del diritto di impresa e quindi proponendo, spesso con successo, ricorsi alla giustizia amministrativa.
Tutto questo in uno scenario di persistente caos: l'abusivismo di tanti impianti ancora in piedi; l'obsolescenza di quelli regolarmente autorizzati; l'impatto di molti sulla circolazione veicolare e pedonale, oltre che a livello più genericamente ambientale.
