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Falso per fare arrestare De Feudis e Di Marzio, l'ex Pm di Trani Ruggiero condannato a 3 anni e 9 mesi

Il Tribunale di Lecce ha condannato l'ex sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, a 3 anni e 9 mesi di reclusione all'esito del processo nei suoi confronti. Il procedimento era nato a seguito delle querele dell'ex vice sindaco, Giuseppe Di Marzio, dell'istruttore contabile del Comune di Trani, Sergio De Feudis, più altri, per le quali a vario titolo era accusato di falso ideologico e violenza privata.

Il giudice Luca Scuzzarella lo ha dichiarato colpevole per il falso ideologico continuato con riferimento agli interrogatori di alcuni testimoni a seguito dei quali aveva chiesto e ottenuto l'arresto di De Feudis nell'ambito del secondo filone dell'inchiesta Sistema Trani. Di quei testi aveva omesso nel verbale dichiarazioni strutturalmente importanti senza le quali «si giungeva ad una sintesi per nulla corrispondente all'effettivo tenore di domande e risposte», si legge nel relativo capo d'imputazione.

Allo stesso modo, per quanto riguarda Di Marzio, il pubblico ministero aveva omesso importanti dichiarazioni del teste Giuseppe Corrado, senza le quali si giungeva a conclusioni tali da chiedere e ottenerne un arresto che non ci sarebbe dovuto essere.

Per effetto della condanna decisa, Ruggiero è stato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni.

Dalla lettura dello stesso dispositivo della sentenza, che sarà depositata entro 60 giorni, si apprende che non si è dovuto procedere a carico di Ruggiero per violenza privata nei confronti di alcuni testi in merito all'indagine su De Feudis (reato estinto per prescrizione) ed in ordine ad un'altra ipotesi di falso ideologico (per difetto di querela).

Inoltre l'imputato dovrà risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti dalle parti civili - Di Marzo e De Feudis -, da liquidarsi in separata sede, e in favore di Di Marzio dovrà subito rimettere una provvisionale esecutiva di 20.000 euro. Ed ancora dovrà rispondere alle spese di costituzione e rappresentanza sostenute dalle parti civili, quantificate in 6.500 euro in favore di ciascuna di esse.

La condanna in primo grado del dottor Ruggero apre adesso una serie di scenari importanti. Nell'attesa di conoscerne le motivazioni entro i predetti 60 giorni, nonché del probabile ricorso dell'odierno condannato in appello, quanto oggi deciso dal Tribunale di Lecce appare particolarmente significativo per riaprire molti interrogativi in merito alla struttura di inchiesta e processo Sistema Trani, di cui il 1mo febbraio 2023 si sono conosciute condanne e assoluzioni.

Di Marzio ne è uscito assolto, ma De Feudis pesantemente condannato e dovrà adesso attendere l'appello (di cui ancora non si conosce la data) per fare valere le proprie ragioni. Ma se anche le vicende che ne hanno determinato la condanna risultano oggi minate da una sentenza molto chiara di un giudice terzo, tutto potrebbe effettivamente rimettersi in gioco.

L'autorevolezza con cui il dottor Ruggero indagò e fece imputare tanti amministratori e funzionari di qualche anno fa è apparsa strada facendo spregiudicatezza che oggi assume ufficialmente contorni penalmente rilevanti.

La condanna di Lecce, associata a quella non così distante nel tempo dello stesso Tribunale per violenza privata (per altre vicende giudiziarie), in quel caso insieme con collega Alessandro Pesce, rende un quadro decisamente distonico rispetto a quello di partenza. Con tutte le possibili conseguenze del caso.

Intanto, oggi, chi ha subito una detenzione molto probabilmente ingiusta si prende una prima rivincita che, in ogni caso, mai potrà cancellare amarezze e danni d'immagine incalcolabili nell'immediatezza dell'applicazione di quelle misure.


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