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L’amore che vince contro l’ottusità dei pregiudizi, a san Magno con il «Carro dei guitti» l’opera di Alticozzi

In scena sabato scorso nell’auditorium di san Magno lo spettacolo teatrale «In amor non c’è peccato», di Pippo Alticozzi, rilettura e regia a cura di Giuseppe Francavilla, direzione artistica del Maestro Mario Francavilla. L’amore, un valore universale che trascende qualunque categoria vogliamo affibbiargli. Lo spettro delle emozioni si nasconde drenato da ogni possibilità di divulgare tutta l'intensità che desidererebbe e Giacomo giovane rampollo di una famiglia caduta in disgrazia a causa dei “vizi” di suo padre: il marchese Adelfio Nicosia, figlio di una generazione di latin lover, si piega di fronte alle “virtù” paterne ostentate a gran voce ma silenziose alle orecchie del figlio che ha altri orientamenti sessuali.

La situazione economica della famiglia, già appesa ad un filo, si complica il barone Spadaro, suo confinante, chiede i danni al marchese poiché il suo vigneto è stato in parte mangiato dalle sue capre, ma il marchese rimanda al mittente l’accusa escogitando un espediente per riuscire a recuperare denaro e credibilità, chiede a suo figlio Giacomo di unirsi in matrimonio con la figlia del barone. Il timore di essere scoperto omosessuale dal padre spinge Giacomo a corteggiare la giovane fanciulla, per salvare le apparenze e assecondare le sue richieste, ma l’amore quello vero è pronto ad urlare alle famiglie la verità e Giacomo è costretto in modo liberatorio a raccontarla senza timore.

Il marchese comprende a questo punto quanto il suo essere gretto, ottuso ed egoista abbia portato solo infelicità, nonostante abbia avuto accanto a sé sempre fidati collaboratori che non lo hanno mai lasciato solo anche nella cattiva sorte, il gesto liberatorio di Giacomo porta, nel cuore del marchese ad una consapevolezza i valori più importanti vanno tenuti stretti, come la famiglia, ma soprattutto le persone che amiamo dal profondo perché «In amor non c’è peccato».

Ottimo il riscontro del pubblico e la scrittura di Alticozzi che con mano leggera ha saputo far emergere quelle sciocche convenzioni sociali che spesso conducono due persone che si amano a provare disagio nel mostrarlo, la storia dà una scoccata ai pregiudizi e alle paure, la regia del maestro Giuseppe Francavilla è riuscita a calibrare ogni sfaccettatura dei personaggi e un plauso speciale al Maestro Mario Francavilla che con fare invidiabile ha saputo regalare dall’alto dei suoi sessant’anni di teatro ancora una volta una presenza scenica eccezionale.


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