TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA
PIAZZETTA SAN FRANCESCO
COLLOCAZIONE: largo antistante la facciata principale della chiesa omonima e della Biblioteca Comunale. Da non confondersi con “vico San Francesco”, presente tra via Malcangi e c.so Imbriani (tale toponimo è un richiamo, come si evince dalla pianta di Trani del 1874, alla precedente denominazione di via Mario Pagano e via Roma: “via San Francesco”)
STORIA:
La suddetta, sino al 1923, è limitata da archi quattrocenteschi. Sul lato sinistro degli stessi, è posta la lapide in ricordo e memoria dei martiri del 1799 (poi trasferita in piazza Libertà). Prime testimonianze sulla dicitura al santo frate risultano già dal 1176. La struttura sacra è costruita per mano dei benedettini di Cava de Tirreni (Campania) con l’iniziale denominazione di “SS. Trinità”.
ANEDDOTI
BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, pp. 156-157
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, n. 10, 1989, XXIV, pp. 17-18
UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI
…l’8 dicembre 1854, Papa Pio XI proclama il Dogma dell’Immacolata
STORICO
La storia dell’Immacolata ha radici assai antiche. Infatti, sin dai primi secoli del cristianesimo, i fedeli hanno sempre apportato una grande devozione verso la Madonna. A Trani il culto prende vita a seguito di una apparizione. Nel 1448 la città è invasa dalla peste. Il medico Pascariello Macchia, intento a fuggire verso la vicina Andria, vive un celeste invito: tornare indietro per guarire gli appestati. Le testimonianze dei notai del tempo confermano le guarigioni. Prende vita un sodalizio, l’Arciconfraternita omonima che ne cura la devozione nella chiesa di S. Francesco, sin dal 1600. Riti, dolci e tradizioni circondano questa solennità che risuona come richiamo cittadino ai piedi di Maria.
ANEDDOTI
Il Voto e il rinnovo: un voto è una promessa a Dio. La città di Trani vive per ben due volte un “voto pubblico”, per mano del Sindaco e dell’Arcivescovo. Due sono le date significative: 19 luglio 1656 e 8 luglio 1691. Entrambe le date hanno alle spalle la salvezza dei tranesi dalle tragedie pestifere. In entrambi i casi, si presta giuramento davanti all’altare della Cattedrale di digiunare nella vigilia della festività e di rendere omaggio all’Immacolata il giorno seguente. Infrangere il voto significa compiere un atto sacrilego, ma Trani questo ben lo sa e vive in forma viva e piena i festeggiamenti.
Usanze a tavola e non: seppur ridotto il digiuno già descritto nel Voto, il 7 la città degusta il calzone riempito di acciughe, uva passa, “spenzale”, olive nere, baccalà. Tipica è anche la tradizione delle “frittelle” (semplice pasta fritta, un simil digiuno per devozione alla Madonna). La mattina della solennità la popolazione è risvegliata a suon di marce sinfoniche e con lo sparo di mortaretti. È tradizione riversarsi nel centro storico sin dal mattino, per assistere alla tradizionale processione e al rinnovo del Voto che si pratica in Piazza della Libertà, letto dal Sindaco della città. Il pranzo è festivo ed è posticipato alle 14, come a voler garantire rispettoso svolgimento dei riti esterni.
BIBLIOGRAFIA
Felice Spaccucci – “L’Immacolata nella storia religiosa e civile di Trani”, Napoli, Laurenziana, 2005.
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, n. 12, 1979, XXI, pp. 15-16
Rubriche a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti
