Metti un testo, "Visita di condoglianze" con la chirurgica regia di Marco Pilone, basato sulle scritture ora pungenti, ora umoristiche e comiche del grande Achille Campanile (1899-1977), metti ancora un fine pubblico che ha apprezzato ed applaudito convintamente attori esperti e debuttanti tutti parte del laboratorio teatrale del Mimesis che ancora si è confermato il palcoscenico ideale. Mixando a dovere gli ingredienti ne è venuta fuori una serata piacevole dove si sono potute cogliere le sottili differenze fra umorismo e comicità che, se pur entrambi portatori di preziosi momenti di svago e riflessione, hanno nella loro natura delle significative difformità: la comicità che è caratterizzata da approccio fisico ed espressivo, l'attore utilizza le espressioni facciali, i gesti e la fisicità per far ridere il pubblico con sketch sono più immediati spesso esagerati, mentre l'umorismo punta su un approccio Intellettuale, tendendo a fare riflessioni più profonde e sofisticate, utilizzando il linguaggio e il gioco di parole per creare un sorriso più sottile e sempre con un tocchi di ironia e saggezza.
Gli attori del laboratorio del Teatro Mimesis si sono applicati e se pur con poche prove alle spalle, non si direbbe, hanno onorato le tavole del palcoscenico che hanno calcato: un plauso alla inossidabile coppia formata da Francesca Carrera e Gaetano Ermito, davvero bravi nella interpretazione dei complicati scioglilingua di Achille Campanile, avendo ancora nella testa "i sette delle sette che si incontrarono alle sette per giocare a tresette" o il paradosso linguistico in "Mezzanotte" dove "L'oggi non è oggi e nemmeno ieri di un giorno che non è nemmeno domani". Bravo Ernesto Abbatangelo, lineare e pulito nella recitazione, confortanti e che fanno ben sperare i debutti di Sergio Bassi, Maria Teresa Scoccimarro, ci è piaciuto il suo monologo al profumo di "piselli e seppia", brava anche Maria Manzi, bene la presenza scenica ed i tempi di recitazione nello sketch finale di "Visita di condoglianze" che l'ha vista protagonista con Pippo Bevilacqua che a nostro parere merita una particolare citazione non fosse altro per come ha caratterizzato i personaggi interpretati, esilarante nella parte del cronista in "Incendio di Palazzo Folena", preciso nel monologo "La quercia el Tasso", vero gentiluomo poi, a costo di rimetterci gli attributi, nello sketch "Troppo Zelo".
Uno spettacolo da non perdere, si replica al Teatro Mimesis il prossimo 08 dicembre: ingresso ore 17:30, sipario ore 18:00 e prenotazione obbligatoria al 346 825 9618 per un posto unico numerato € 12,00.
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