Oggi non si parla d'altro. La morte di Bruno Pizzul, popolare telecronista sportivo, sta catturando l'attenzione dell'opinione pubblica fra cordoglio e ricordi di una voce che ci ha accompagnato per anni, raccontandoci i tanti eventi a cominciare da quelli della nostra Nazionale.
A noi piace ricordarlo soprattutto come un autentico professore di italiano: raramente abbiamo ascoltato telecronisti in possesso di un lessico così ampio e forbito come quello di Pizzul, che sarebbe da insegnare oggi nelle scuole.
Fra i profili di Pizzul che meno si conoscevano, quello di promotore della donazione del sangue. Motivo per il quale, il 7 ottobre 2012 a Trani, a cura della Fidas, si tenne la presentazione del volume «Bruno Pizzul. Una voce nazionale», di Francesco Pira e Matteo Femia, edito da Fausto Lupetti, dedicato al famoso telecronista.
Il libro fu presentato nella sala di comunità San Luigi, alla presenza di Pira e del sindaco dell'epoca, Luigi Riserbato, insieme con l'assessore allo sport coevo, Fabrizio Sotero. Presente anche Vito Leonetti, presidente dell'associazione Libera, di Andria. Assente giustificato proprio Pizzul, che però qualche giorno prima aveva presentato il libro a Bari.
La Fidas ha fatto di Pizzul un testimonial del suo impegno e, in occasione della “Giornata nazionale Fidas”, organizzò anche a Trani la presentazione di quel libro. La manifestazione documentò «le qualità di Pizzul, professionali e morali – disse Pira quella sera Pira -. Lui continua a chiederci perché gli abbiamo dedicato un libro in vita, raccontando quello che, in fondo, è solo il suo lavoro. Noi restiamo convinti del fatto che questo libro sia utile per chi abbia bisogno di riconoscersi in un modello».
E Riserbato osservava che «la donazione del sangue è l’antitesi dell’egoismo. Mi auguro che ci pensino anche le istituzioni, che nel frattempo privano Trani persino della libertà di donare togliendo all’ospedale spazi e servizi. Il libro ci aiuta, dal punto di vista pedagogico, a coltivare i valori della solidarietà. Pizzul, ma anche Ameri, Ciotti ed altri ci fanno riflettere sull’informazione e cultura sportiva ieri ed oggi».



