«Come è possibile avere tracciato oggi circa 50 stalli per autovetture, mentre nel 2002 lo stesso sindaco Bottaro, quando era assessore, aveva approvato con la giunta Avantario che quell'area diventasse verde?».
La domanda, oltre modo legittima e per certi versi provocatoria, è di Claudio Enriquez, ex consigliere comunale di centro-destra che in quella ormai lontana consiliatura di 25 anni (1999-2003) fa era all'opposizione.
Ebbene l'esecutivo Avantario, su proposta del compianto assessore Mimmo de Laurentis, approvò un atto di indirizzo per fare di piazzetta Imbriani un’area verde che riqualificasse l'intero quartiere, insieme con una piccola zona di parcheggio. Obiettivo, in ogni caso, «creare un polmone verde con aiuole alberate – si legge nell’ormai datato provvedimento», insieme con un impianto di illuminazione che rendesse l'intero spazio più sicuro. Il quadro economico del progetto era di 90.000 euro, di cui 75.000 per lavori: quelle somme furono solo preventivate, ma mai formalmente impegnate.
L'atto di indirizzo della giunta fu approvato il 29 agosto 2002 in un clima politico già rovente e che progressivamente determinò lo sfarinamento dell'amministrazione Avantario, che cadde a gennaio 2003, in consiglio comunale, per atto di sfiducia della sua stessa maggioranza.
Sarà che quell’amministrazione concluse anticipatamente il suo mandato, ma è anche vero che nessun’altra poi riprese quell'atto di indirizzo. Ed oggi, a distanza di 23 anni, Bottaro ammette candidamente di avere persino dimenticato di avere approvato quella delibera, che non avrà trovato mai attuazione ma definire lettera morta potrebbe essere alquanto azzardato.
All’epoca non c’era, invece, l’odierno assessore alla Polizia locale, Cecilia di Lernia, promotrice della piazzetta-parcheggio, «nata da una richiesta precisa da parte di tanti residenti – fa sapere -, che ci chiedevano di regolamentare l'area, che era in preda all’anarchia. E così abbiamo fatto, ricevendo anche i complimenti da parte loro perché finalmente abbiamo posto ordine alla zona. Nulla vieta, però - precisa di Lernia -, che con gli stessi residenti si possa trovare anche un'intesa per realizzare uno spazio verde e fare coesistere entrambe le cose. Naturalmente ben comprenderanno che questo toglierebbe spazio a numerosi veicoli, ma noi siamo pronti a qualsiasi soluzione nell'interesse della collettività».
