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Festa della S. Spina di Trani: prodigi e sparizioni

Oggi 14 marzo ricorre la memoria liturgica propria per onorare la venerata Spina sacra, che Trani ottiene dalla Sacra Congregazione dei Riti in data 25 novembre 1913. Che l'uomo andasse alla ricerca della corona della Passione è evidente dalle molteplici ricerche compiuto nel 409 da Paolino di Nola, nel 570 da Cassiodoro e così via. Famosa assai è la reliquia della vicina Andria, fiorita in diverse occasioni sin dal 1633, fino all'ultima accaduta nel 2016. Tuttavia, anche Trani zela e custodisce (o custodirebbe!) una tra le tante spine del "casco del martirio" così definitivo dagli storici, conficcato e penetrato nel capo di Gesù. Due autentiche garantiscono la veridicità dell'aculeo in oggetto, per mano dei vescovi Filomarini (1745) e Pirelli (1805).

Sino al 1800 essa è custodita presso la cappella privata di Palazzo Bianchi, per poi essere donata al Capitolo Metropolitano stando alle seguenti condizioni imposte dalla Baronessa Bianchi: che venisse custodita nel succorpo della Cattedrale (cripta s. Nicola il Pellegrino); che si esponesse a vista dei fedeli nei venerdì di Quaresima; che si celebrassero messe di suffragio per la sua famiglia (Atto dell'8 luglio 1802).

Come per le altre, anche la spina tranese ha manifestato dei prodigi inspiegabili in due diverse occasioni: il 23 marzo 1842 e nel 1853. L'autorizzazione di una "celebrazione specifica" è autorizzata dalla Santa Sede come scritto precedentemente evidenzia l'affezione da parte del Capitolo della Cattedrale e della comunità dei fedeli che persino incoraggia la città ad intitolare un tratto toponomastico, appunto, Via La Spina (oggi Via Arcangelo Prologo, ove insiste Palazzo Bianchi).

A seguito dei lavori di restauro praticati nella metà del '900, molte reliquie della Cattedrale hanno subito alcuni spostamenti in altri luoghi tra cui chiese e il museo diocesano. Così, dagli anni '90 alcuni studi particolari sulla spina hanno letteralmente fatto volatilizzare la stessa. La nostra città è spesso caratterizzata dal desiderio di fare dimenticare, occultare alcune storie specie in campo devozionale per mano di alcuni custodi delle tradizioni, spesso maniaci in termini di custodia.

Questo "segno" di Cristo parla della sua passione e un eventuale ritrovamento condurrebbe alla riscoperta e alla ripresa di un culto tanto antico quanto attuale dal quale attingere un collegamento di incontri, catechesi attuali su quante ne abbia subite Gesù durante gli ultimi istanti di vita. Che questo diventi un appello!

Un sentito ringraziamento "La S. Spina della Corona del N. S. Gesù Cristo che si venera nel Duomo di Trani" del Can. Don Salvatore Carlo Capozzi, Laghezza, Trani 1920.


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