Svolta nella sala Tamborrino la premiazione della seconda edizione del concorso di poesia nazionale organizzato dal Club per l’UNESCO di Trani e patrocinato dalla Città di Trani.
Il concorso era rivolto agli alunni delle scuole primarie della città, agli alunni delle scuole medie inferiori di primo grado, agli alunni delle scuole medie superiori di secondo grado ed agli adulti. Le categorie partecipanti: A. Alunni della scuola primaria; B. Alunni della scuola media inferiore di primo grado; C. Alunni della scuola media superiore di secondo grado; D. Adulti.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle celebrazioni della giornata mondiale della poesia, istituita dall’Unesco nel 1999, per celebrare una delle forme espressive più belle e antiche utilizzate dall’uomo per comunicare le proprie emozioni.
I vincitori nelle diverse sezioni:
Categoria A, cioè delle scuole primarie di primo grado: Francesca Cirilli con la poesia «Evviva l'arte»
Menzione di lode a un bambino italo consolo della scuola istituto Petronelli con la poesia «Due Bambini», una poesia stupenda sul bambino nato a Napoli e il bambino nato a Gaza.
Per quanto attiene invece la categoria B dei ragazzi delle scuole medie, il vincitore Francesco Borgia con la poesia «La vita come un videogioco» e fa capo alla scuola Ettore Baldassarre.
Per quanto riguarda invece la categoria C i ragazzi delle scuole medie e superiori di secondo grado la poesia vincitrice è «Esseri umani», dello studente Antonio Nenna, che fa capo all'istituto De Sanctis.
Per quanto attiene invece la categoria D, adulti , la poesia vincitrice è il «Drappo della speranza», della dottoressa Marta Mazzone.
Spiega la Presidente del Club per l'UNESCO - Savina Di Lernia: «Ottimo riscontro da parte delle scuole, l'obiettivo è sempre lo stesso, quello di stimolare la crescita culturale dei nostri studenti con quella che è una sana competizione che appartiene al nostro estro poetico. in un mondo in cui ci sono espressioni virtuali, quantomeno mettere in versi dei sentimenti, delle sensazioni, perché no anche dei messaggi, diventa una maniera più consona, forse anche più vera per identificare il proprio io».


