UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI
“…Il 24/03/1277 a Trani muore Filippo d’Angiò…”
Un evento significativo che lega la famiglia Angiò alla storia di Trani culmina in una concessione importante. Carlo I d’Angiò assegna a Pietro Marcello una serie di beni immobili confiscati ai ghibellini locali, con un reddito annuo di 40 once d’oro. La città, costretta da pressioni fiscali sempre più gravose, si piega alle volontà del sovrano, il cui desiderio di espansione verso l’Oriente diventa evidente. Trani si ritrova così sottomessa al Re, testimoniato anche dalle numerose visite reali. Già nel 1266, Carlo I impone ai cittadini e agli ebrei locali una tassa di oltre 600 once d’oro, con l’aggiunta di altre 100 "pro felici adventu nostro et familiae nostrae", come omaggio personale. Due anni dopo, nel 1268, sceglie proprio Trani per unirsi in matrimonio con Margherita, nipote di Ugo IV di Borgogna. Nel 1271, la città ospita inoltre le solenni celebrazioni per le nozze del terzogenito di Carlo, Filippo, con Isabella, figlia di Guglielmo di Villehardouin, principe di Acaia e di Romania. Tuttavia, nel 1277, la famiglia d’Angiò è colpita dalla prematura scomparsa di Filippo. Dopo la cerimonia funebre, il giovane principe viene sepolto nella Cattedrale di Trani, dedicata a San Nicola il Pellegrino, in una Cappella Reale appositamente realizzata.
ANEDDOTI:
BIBLIOGRAFIA
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 3, p. 49
Raffaello Piracci – “La Storia di Trani, volume I”, Landriscina Editrice, 2011, pp. 199-201
Benedetto Ronchi – “Guida del Museo Diocesano di Trani”, Schena editore, 1983, pp. 120-121
“ TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’ ”
VIA E VICO CAMBIO
COLLOCAZIONE: via - tratto toponomastico presente dal Supportico della Conca (porto) sino a Piazza Guglielmo Marconi; vico - tratto toponomastico presente dal civico n. 29 di via Cambio sino a via Nicola Vischi (già Arco del priore e successivamente Vico I La Galera).
Originariamente il primo e breve tratto è intitolato Arco alla Conca seguito dal secondo tratto (in salita, Strada del Cambio) testimoniato da una iscrizione su pietra al civico n. 68. Sin dall’antichità il tratto comunale acquisisce diverse denominazioni, spesso contraddistinte dal dialetto. Infatti, è chiamata con l’espressione in vernacolo: «La saletaure d’u pendeniedde» a motivo del fatto che il rione fosse definito un Locus pendinelli (del pendìo). La parte superiore e centrale della via, è definitiva Locus cambiorum che diviene Strada del cambio, per poi diventare Via Cambio. La strada nasce a ricordo della grande importanza economica assunta da Trani specialmente nel periodo a cavallo tra l’XI ed il XII secolo e nel XV secolo, specialmente dal punto di vista commerciale grazie, anche, alla promulgazione degli Ordinamenti Maris (Statuti Marittimi). Qui, dato l’alta presenza di scambi commerciali, insiste un vero e proprio istituto cambio monete. Le finalità? Provvedere al cambio delle monete per garantire lo scambio economico ed il giro delle stesse. La zona è scelta per la scelta immediata da parte dei mercati, presenti lungo la zona portuale locale. Lo scopo del cambio sfocia in operazioni simili a quelle delle banche, con atti di pegno ed anticipazioni, promosse dalla forte comunità ebraica esistente presso la giudecca tranese.
ANEDDOTI
BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, CRSEC Regione Puglia, 2003, pp. 46-47;
Benedetto Ronchi – “Il Tranesiere”, 1961, III, n. 2, pp. 31-32;
Giuseppe Amorese – “Le Cento Chiese di Trani”, Capone, 1992, p. 68
Rubriche a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti
