Si sono tenute ieri, presso la casa di reclusione femminile, le celebrazioni per il 208° anniversario della fondazione della Polizia penitenziaria. Il comandante, Felice Nazareno De Pinto, ha espresso gratitudine verso i colleghi che continuano a servire nonostante la possibilità di andare in pensione, evidenziando il loro attaccamento alla divisa e al senso dello Stato.
I numeri presentati mostrano una situazione complessa: nel carcere maschile, la popolazione carceraria oscilla tra 350 e 400 detenuti, mentre in quello femminile ci sono tra 40 e 50 recluse. La struttura maschile è notevolmente sovraffollata. Per sorvegliare tutte queste persone, oggi ci sono 246 agenti.
Nonostante le difficoltà, il personale di polizia penitenziaria ha dimostrato un alto livello di professionalità, gestendo efficacemente le operazioni di sicurezza e giustizia, che includono indagini, sequestri di sostanze stupefacenti e arresti.
Il direttore delle case circondariali, Giuseppe Altomare, ha descritto la situazione come ben gestita, pur riconoscendo la carenza di personale. Tuttavia, ha affermato che l'arrivo di nuovi poliziotti più giovani potrebbe migliorare la situazione.
Il procuratore di Trani, Renato Nitti, ha sottolineato la necessità di una riforma strutturale del sistema penitenziario, mentre il magistrato di sorveglianza Lisa Maffei ha elogiato il ruolo di mediazione della Polizia penitenziaria tra i detenuti e l'autorità giudiziaria.
Tra gli ospiti speciali anche Bruna Piarulli, ex direttore delle case circondariali, che ha evidenziato il bisogno di maggior personale e tecnologia nel sistema carcerario.
E poi Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione italiana allenatori, che ha tracciato un bilancio del progetto "Diamo un calcio alla speranza", che mira a formare allenatori tra i detenuti e ha descritto l'esperienza come reciprocamente arricchente.


















