Una potente scossa di magnitudo 7.7 ha colpito venerdì 29 marzo scorso il Myanmar centrale, con epicentro a nord-ovest della città di Sagaing. Imprecisato il numero delle vittime, secondo la Bbc sarebbero 1007 morti accertati e di 2389 feriti, con 30 persone ancora disperse. Al momento, il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani spiega che non ci sono italiani tra le vittime né tra i feriti.
Al Giornale di Trani la testimonianza del tranese Marco Corallo :«Ieri, venerdì 28 marzo, verso le 13.20 locali, io ero qui a Chiang Mai, nel nord della Thailandia, dove vivo da diversi anni, avevo appena ordinato un caffè ho avuto un giramento di testa, pensavo stessi per svenire, invece la terra ha iniziato a tremare ho visto anche le altre persone nel locale aggrapparsi al banconi ai tavoli, la luce andava e veniva e avevo l'impressione come quando si è in barca con il mare mosso».
«Questa scossa- prosegue Corallo- è stata molto forte, credo l'esperienza più forte della mia vita, chiaramente durata diversi interminabili secondi dopodiché tanto spavento, tanta paura.
La gente si è riversata nelle strade, ci sono state altre scosse di assestamento meno percepibili. Ora sono passate più di 24 ore, la situazione qui nel nord della Thailandia sembra essersi normalizzata, ieri chiaramente sono state fatte alcune verifiche strutturali in alcuni palazzi, i centri commerciali hanno chiuso precauzionalmente, per una giornata l'aeroporto chiuso per un paio di ore però ecco diciamo che oggi qui a Chiang Mai nel nord del paese è tutto tornato alla normalità siamo distanti dall'epicentro del terremoto circa 300 chilometri».
«L'epicentro è stato in Birmania- continua Corallo-purtroppo in quel paese non ci sono delle fonti molto chiare, delle informazioni molto precise, anche per via del regime particolare politico, la sensazione che ci siano gravissimi danni sia alle strutture che nel conteggio delle vittime.
Qui in Thailandia sta tornando tutto alla normalità, la città che ha subito dei danni e purtroppo delle vittime è Bangkok, nonostante si trovi molto più distante rispetto da dove io mi trovo dall'epicentro del sisma, però credo che la tipicità del suolo di Bangkok, molto vicino al mare, piena di canali, quindi un suolo meno stabile e un numero molto alto di grattacieli palazzi molto alti, abbia provocato il crollo di questa palazzina in costruzione, purtroppo la perdita della vita di diversi lavoratori diversi operai che stavano lavorando in quella struttura.
Ora non ci resta che tornare alla normalità, almeno qui nel nord della Thailandia, a livello turistico il paese non subirà nessun tipo di problema, di ostacolo, tutti gli aeroporti da oggi sono aperti, non ci sono particolari problemi all'orizzonte, mettiamo in archivio una giornata con un grosso spavento, con la preoccupazione per le zone più colpite e purtroppo non ci resta che andare avanti questa volta è andata sono stati anche fortunati», conclude Corallo.


