Nel segno dell’eternità bachiana, l’Accademia Musicale Arcadia di Trani ha celebrato con straordinaria raffinatezza il Bach Day, evento di altissimo profilo tenutosi il 30 marzo presso l’Auditorium F. Chopin. In occasione dell’anniversario della nascita del genio di Eisenach, il concerto ha offerto un itinerario musicale di rara intensità, attraverso alcune delle sue pagine più emblematiche, esaltate da un’esecuzione che ha saputo coniugare rigore filologico ed estro interpretativo.
La serata ha avuto il suo preludio con una dissertazione a cura del Maestro Roberto Fasciano, esperto di musica antica, che ha delineato con acume e profondità le forme compositive bachiane, illustrando il passaggio dallo stylus phantasticus allo stylus canonicus, dallo stylus recitativus a quello symphoniacus. La sua analisi, intrisa di riferimenti alla retorica musicale seicentesca, ha posto in luce la peculiare architettura del linguaggio bachiano, sottolineandone la dimensione filosofica oltre che estetica. Contestualmente, un pre-concerto curato dagli allievi dell’Accademia ha offerto un’interessante incursione nelle opere didattiche del Maestro di Lipsia, fungendo da perfetta introduzione alla serata.
L’esecuzione musicale, affidata a un ensemble di interpreti d’eccezione, ha visto avvicendarsi sul palco Roberto Fasciano e Nico Pappalettera al pianoforte, Claudia Fasciano al violino e Nunzio Monteriso al mandolino, ognuno dei quali ha saputo restituire con profondità e sensibilità le infinite sfumature della scrittura bachiana. Ad aprire la serata è stata Claudia Fasciano, che ha eseguito la Sonata in Si minore BWV 1014, offrendo un meraviglioso esempio di dialogo tra violino e tastiera obbligata ed esaltando il perfetto equilibrio tra contrappunto e cantabilità. Successivamente, Roberto Fasciano ha interpretato con grande intensità la Toccata in Re minore BWV 913, mettendo in luce la scrittura tastieristica impetuosa e virtuosistica di Bach, e imprimendo al programma un’energia travolgente.
Ugualmente suggestiva è stata la lettura del Preludio e Allemanda della Suite BWV 1007 per violoncello, ripensata per mandolino da Nunzio Monteriso, il quale ha arricchito la serata con una riflessione sulle trascrizioni mandolinistiche e sulla duttilità timbrica dello strumento.
Non è mancato un tocco di audacia interpretativa con l’Aria sulla quarta corda dalla Suite n. 3 BWV 1068, riproposta in una versione jazz che, pur allontanandosi dalla prassi esecutiva storicamente informata, ha dimostrato la straordinaria adattabilità della musica bachiana a linguaggi diversi. In questo frangente, Nico Pappalettera ha offerto un interessante intervento sulla dialettica tra Barocco e jazz, mettendo in evidenza i punti di contatto tra due estetiche apparentemente lontane ma legate da un comune spirito improvvisativo.
L’evento si è rivelato un viaggio nel tempo, capace di evocare con struggente bellezza un’epoca tanto distante quanto ancora straordinariamente viva nella sensibilità contemporanea. Il successo della serata non si è limitato alla risposta entusiastica del pubblico, ma ha trovato riscontro in un’autenticità interpretativa che ha restituito la grandezza di Bach senza compromessi, evidenziandone l’intramontabile modernità. Il Bach Day dell’Accademia Musicale Arcadia ha così rappresentato non solo un omaggio, ma una vera e propria riattualizzazione della poetica bachiana, dimostrando ancora una volta come il genio del Kantor di Lipsia sia destinato a risuonare oltre i secoli, nella memoria e nell’anima di chiunque sappia ascoltarlo.




