Proprio ieri mattina, nella breve intervista concessa al Giornale di Trani prima di celebrare la santa messa nel carcere di Trani, l’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo aveva espresso parole di ammirazione per un sempre più sofferente, ma irriducibile Papa Francesco.
«Nonostante le sue condizioni di salute, che ancora non sono pienamente recuperate – aveva detto ieri il presule - ma non ha voluto rinunciare ad un saluto e ad un piccolo momento anche di preghiera con i detenuti di Regina Coeli, per accogliere la vita che il Signore Gesù Risorto continua a adorarci».
E Papa Francesco ancora doveva scendere in piazza San Pietro, per l’ultimo bagno di folla del suo percorso terreno, fortemente voluto forse proprio perché sentiva di essere allo stremo delle forze.
Nella tarda mattinata è giunto il massaggio ufficiale: «Carissime e carissimi, abbiamo appreso da pochi minuti la notizia della morte del Santo Padre Francesco. Faccio mie, condividendole a voi, le parole del Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, in atteggiamento di gratitudine verso il Pontefice defunto e di preghiera al Signore per Lui: “È un momento doloroso e di grande sofferenza per tutta la Chiesa. Affidiamo all’abbraccio del Signore il nostro amato Papa Francesco, nella certezza, come lui stesso ci ha insegnato, che “tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre”. Chiedo a tutte le Chiese in Italia che siano suonate le campane delle chiese in segno di lutto e che siano favoriti momenti di preghiera personale e comunitaria, in comunione tra di noi e con la Chiesa universale».
