Questa mattina presso l’auditorium “Sabino Loiodice” di Trani, la conferenza “Corti a confronto” con l’intervento di Silvana Sciarra, già presidente della Corte costituzionale. Al centro del dibattito, il ruolo delle corti nazionali, della Corte di giustizia dell’UE e della Corte europea dei diritti dell’uomo, in un sistema giuridico europeo sempre più interconnesso.
L'intervista di Nico Aurora
Parliamo di queste Corti a confronto, che poi più che un confronto sembra un incontro. Di cosa stiamo parlando esattamente?
Stiamo parlando di un dialogo fra le corti nazionali e la corte di giustizia dell'Unione Europea in un clima di rivoluzione per la tenuta della democrazia in Europa e quindi il mio punto di vista è che questo confronto tra le corti è di grande importanza e dovrebbe essere continuato, soprattutto quando ad agire sono le corte nazionali.
Lei è tranese e l'edificio più alto della corte di Giustizia Europea è stato intitolato a Giustina Rocca: quando ciò è accaduto lei cosa ha avvertito personalmente?
Beh, una grande emozione un grande senso di orgoglio che appartenenza alla mia città natale che appunto si distingue anche per queste eccellenze, questo coraggio delle donne.
Per quanto riguarda invece il ruolo della città nella storia, e soprattutto diciamo di una Trani che è sempre stato il polo giuridico del Mezzogiorno, oggi secondo lei è ancora tale?
Io penso di sì, io penso che queste tradizioni non solo non devono essere disperse, ma nel caso specifico di Trani non sono disperse, sono ancora molte live. Basta parlare con gli operatori del diritto a tutti i livelli in questa città, l'ho fatto ieri a lungo, lo farò anche oggi, sperando con i miei ospiti ecco si percepisce questa appartenenza ad una città che è colta anche dal punto di vista della tradizione giuridica Lei è stato presidente della Corte Costituzionale però a Trani appunto polo giuridico non abbiamo nulla intitolato la Costituzione ancora.
Chi le parla ha avanzato, protocollato una proposta al Comune di Trani perché un imminente parco da realizzare sia intitolato la Costituzione, ma giustamente poi Gustavo Zagrebelsky, venuto l'anno scorso ai dialoghi di Trani, ha detto sì, purché lo riempiamo di contenuti.
Ha citato un grande giurista e anche molto ungente nelle sue affermazioni, credo che però intitolare alla Costituzione luoghi frequentati dai cittadini è molto importante, riempirli di contenuti in tutte le altre sedi della città. Io metto sempre, quando posso, un accento sui giovani, richiamare i giovani alla pittura della costruzione, far leggere la costruzione, illustrare l'attualità di questo meraviglioso documento, carta fondamentale che abbiamo, e quindi istruirsi al rispetto della Costituzione
Luigi De Magistris della Costituzione è un tenace difensore e ha detto la Costituzione ci rende persino felici: lo conferma?
Lo confermo. La felicità viene da tante cose. Ci rende felici, ci rende solidi nelle nostre convinzioni. Deve rafforzare questa solidità della nostra cultura costituzionale. Ribadisco questo concetto perché non bisogna smettere di diffondere i valori in cui la conservazione è impregnata in ogni ricco. Questo linguaggio tra l'altro così chiaro, più lineare, così comprensibile, ma così profondo è frutto, questo non bisogna dimenticarlo, di culture diverse che si sono messe insieme per scrivere insieme la carta fondamentale.





