Tra strade e storie…pillole di Tranesità
Via Nicola da Trani
Collocazione: tratto toponomastico presente dal civico n. 148 di via Andria sino a via Papa Giovanni XXIII.
Nicola da Trani è un sacerdote, architetto e scultore. È il creatore del campanile della Basilica-Cattedrale tranese. A testimonianza di ciò, una iscrizione sull’arco campanario riporta: «Nicolaus Protomagister et Sacerdos me fecit». Di lui, tuttavia, non si hanno attestazioni se non delle iscrizioni presenti in Trani e Bitonto. Una di queste è riportata su una icona dell’Odegitria (la Madonna che indica il Bambino) di S. Maria di Dionisio datata 1039. Ulteriori testimonianze sono riportate presso gli Archivi Diocesani di Trani, particolarmente su una pergamena dell’Arcivescovo Bartolomeo.
Aneddoti
Nicola Pisano: stando a quanto affermano alcuni storici, Nicola da Trani è Nicola Pisano ritenendola la stessa persona. Egli è figlio di Pietro il Pugliese, nato nel 1206 e deceduto nel 1280. Assai famoso per le sue sculture, è ricordato particolarmente per il pulpito del Battistero della Cattedrale pisana e della città di Siena. Il termine pisano, appunto, viene a nascere per via delle sue continue attività svolge nel capoluogo di provincia toscano, vedendo in lui una forma precursora del rinascimento.
Omonimie?: lo storico Guido Spizzico, descrivendo la storia del cardinale Goffredo da Trani, fa menzione di un Nicola da Trani. Durante la sua descrizione, Spizzico così riporta nei suoi riguardi: «Nicola da Trani fu valletto dell’Imperatore Federico II (di scuderia nel 1240) e, dopo aver conseguito il titolo di Magister alla Università di Napoli, dove aveva completato i suoi studi, divenne dal 1256 Giudice di Corte Suprema sotto Re Manfredi».
BIBLIOGRAFIA
Per la realizzazione di questa rubrica, si desidera esprimere un sentito ringraziamento al sig. Saverio Cortellino.
“Un giorno, un anno: Almanacco di Trani”
L’ 11 maggio 1313, Tattadompna lascia in eredità una somma per la fabbricazione
del campanile del Duomo di Trani
Il campanile della Cattedrale di Trani inizia ad essere costruito nel XIII secolo, ma dopo i primi tre piani, probabilmente dopo il terzo decennio del XIII secolo, i lavori si fermano a causa della mancanza di maestranze e di sostegno finanziario. La situazione migliora nel 1313, quando una donna di nome Tattadompna, figlia di Nauclerio Parisio e moglie di Andrea Caczioli, lascia un legato di tre tarì d’oro per la ripresa dei lavori del campanile, come si evince da un suo testamento. Dopo questa data, i lavori riprendono e si protraggono per circa cinquant’anni, durante i quali sono aggiunti altri tre piani al campanile, portando la torre a un’altezza complessiva di circa 11,50 metri nella parte superiore, con un tamburo ottagonale e una cuspide piramidale. Lo stile architettonico si adatta ai tempi, con aperture sempre più ampie e artistiche man mano che si saliva in altezza. Insomma, il cantiere del campanile vede una lunga fase di interruzioni e riprese, ma alla fine è completato con un design che rispecchia le nuove tendenze architettoniche dell’epoca.
Aneddoti:
Per la realizzazione di questa rubrica, si desidera esprimere un sentito ringraziamento al sig. Saverio Cortellino.
Foto campanile fonte www.cattedraletrani.it
Rubrica a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti
