L'evento “Figurine che passione” ripropone la magia degli scambi di figurine che si facevano da bambini. Un tempo che oggi sembra lontanissimo, affascinante e coinvolgente, rispetto all’utilizzo del web che trascina tutti nel “tutto e subito”. Bastava scendere sotto casa con un malloppo di figurine, incontrare gli amici del quartiere, scambiarle e giocare insieme. Oggi, purtroppo, questa tradizione è cambiata: gli scambi avvengono spesso online, ma l’emozione di farlo dal vivo, con persone conosciute, resta sempre unica.
A raccontarlo è il vicepresidente dell’associazione “Figurine che passione”, Domenico Intorcia, che ha sottolineato la bellezza dell’incontro tra appassionati e collezionisti, svoltosi questa domenica presso la pizzeria, birreria, pub e ristorante Santo Graal, nel suggestivo centro storico di Trani, grazie all'invito di Sergio Porcelli, sempre attento alla valorizzazione del territorio e della cultura.
Prosegue Intorcia: «Il nostro tour itinerante ha toccato città come Riccione, Campobasso, Mugnano, Avellino e ora arriva a Trani, la nostra prima tappa in Puglia. L'evento non è solo un'opportunità per completare il proprio album, ma anche per rivivere giochi tradizionali, come lo scuoppo (schiaffo), e incontrare altri collezionisti.
Il nostro obiettivo è far crescere questa passione, che oggi è diventata anche fucina di amicizia: alcuni di questi amici collezionisti ci hanno persino invitato ai loro matrimoni. Le figurine sono diventate uno strumento di condivisione, amicizia e umanità».
«Nel nostro piccolo – continua Intorcia – cerchiamo di incrementare questa passione. Quando vediamo che ci sono più bambini che adulti con i capelli grigi (una volta era il contrario), ci emozioniamo. Ringraziando la tendenza, sembra che l’interesse si stia evolvendo verso le nuove generazioni. Questo ci dà la forza di continuare, anche se è un impegno che ci porta via dalle famiglie, perfino nei giorni festivi. Ma alla passione non c'è limite.
A volte battiamo le mani quando un bambino completa l’album: gli consegniamo un piccolo attestato da collezionista doc e una medaglietta simbolica. Vederlo andare via con il sorriso negli occhi è per noi una grande gioia».
«L’album ha anche un valore educativo: numerare in ordine, conservare con cura le figurine, memorizzare i nomi sviluppa la memoria. Abbiamo bambini di 5-6 anni che conoscono a memoria i nomi dei calciatori. Oggi molti genitori sottovalutano questo aspetto: un telefonino, sebbene costoso, non dà la stessa emozione e soddisfazione di un album completato.
Sono piccole cose che regalano un sorriso».
«Abbiamo anche pensato di portare questa passione negli ospedali: le figurine hanno una valenza educativa e sociale. Se un bambino ricoverato può sfogliare un album insieme a un coetaneo, scambiare idee e opinioni sportive, da lì possono nascere legami e amicizie che durano nel tempo. C’è una sorta di magia che accompagna ogni figurina».
Conclude Intorcia: «Quanto è bello vedere uno scambio tra un signori di 70 anni e un ragazzino di 10! Generazioni a confronto, unite dalla passione: questo non ha prezzo!».
Durante l'incontro, al tranese Nicola Di Leo è stata consegnata una pagina speciale stampata per l'occasione con un riepilogo di tutte le sue "presenze" sugli album Panini per gli anni disputati nel calcio professionistico.
Organizzazione Associazione Figurine Che Passione Benevento - Calcio Club
Pedico Arti Grafiche - Vado in Diretta
Si ringrazia La Surgelateria Via Attilio Gisotti, 16, Trani
Caseificio Fattoria Lombardi La vera arte casearia pugliese. Dal 1848.











