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Rubriche storiche: piazza Gradenigo e posa prima pietra San Toma

 Un giorno, un anno: Almanacco di Trani

 …il 21 maggio 1832 avviene la posa della prima pietra per edificare S. Toma…

La rettoria di san Toma viene a nascere nel 1832 utilizzando il materiale di risulta della demolita chiesa dell'Annunziata. Infatti, quest’ultima si trovava al centro dell'attuale Piazza del Mercato (oggi Piazza Campo dei Longobardi) ed  abbattuta assieme alle case vicine per risanare quel quartiere trasferendovi il pubblico mercato che da sempre si teneva in Piazza del Popolo (oggi Piazza Marconi). Dalla vecchia costruzione, di patronato dei discendenti di Alberigo de Cuneo da Barbiano, sono trasportati in quella nuova di San Toma la campana, le urne funerarie dei de Cuneo e l'altorilievo ligneo. Gli altari invece della chiesa di San Toma sono innalzati da Francesco Giordano Lanza de Cuneo (discendente diretto per parte di sua madre Aurelia) e da Don Fabrizio de Cuneo, ultimo personaggio maschile di detto casato che aveva il proprio palazzo avito in Campo dei Longobardi (ex Piazza del Mercato). Vale la pena ricordare che al Campo dei Longobardi fa capo il Seggio del Campo, uno dei quattro sedili dei nobili, il cui stemma era costituito da due spade incrociate con corona di conte.

Aneddoti:

  1. Altorilievo: trattasi infatti di un vero e proprio lavoro di scultura, di scuola toscana e di bellissima fattura, fatto eseguire per l'altare maggiore della chiesa dell'Annunziata dal Conte di Trani Manfredi de Cuneo. L’opera vede raffigurata l’apparizione dell’arcangelo Gabriele alla Madonna a ricordo del forte culto che sempre si è mantenuto vivo sino alla costruzione della costruzione sacra, poi demolita. Ad oggi il lavoro di pregio è presente presso il Museo Diocesano di Trani, cosicché preservarne le caratteristiche e le tipologie.
  • Famiglia De Cuneo: la storia della messa in opera di una chiesa dedicata all’apostolo Tommaso vede uno stretto legame con la nobile famiglia De Cuneo. Infatti, nella rettoria, oltre ad elevare gli altari laterali dedicati a S. Rita da Cascia e al S. Cuore di Maria, Fabrizio si contraddistingue per la sua devozione ad un evento particolare che la città custodisce e tramanda: il Miracolo Eucaristico. Il De Cuneo, spinto dalla sua grande affezione verso la reliquia prodigiosa, è il promotore della realizzazione della teca-reliquiario in cui sono inserite le particole eucaristiche. Ad attestazione di ciò, lo stemma della Famiglia De Cuneo è presente ai piedi della base del suddetto, formato in argento dorato, ad indicare il benefattore che bonariamente ha donato al Capitolo della Cattedrale ciò che si conserva presso la rettoria di S. Andrea.
  • Confraternita S. Cuore di Maria: la rettoria vede l’esistenza di un sodalizio dedicato al Cuore di Maria, una congrega di fine ‘800 che da sempre zela e custodisce la cura liturgica e spirituale di una delle chiese più caratteristiche del centro antico tranese. In particolare, dal 1903 la congrega organizza la novena e la relativa festività in onore di santa Rita da Cascia, stando all’invito del Canonico Domenico De Toma che ivi vi innesta il culto. Dal 1950, nel luogo sacro prende vita la Pia Unione Primaria che segue il carisma e la vita della Santa tanto pregata nel mondo, organizzando nel 1981 i grandiosi festeggiamenti nel VI centenario della nascita nel mondo della venerata. Dal 2022, il sodalizio ha incrementato la devozione verso la propria titolare, dando vita ad un nuovo uso anche esterno attraverso la caratteristica processione per le vie del centro.
  • Bibliografia

  • Confraternita S. Cuore di Maria – Archivio storico custodito presso la propria sede;
  • Giuseppe Amorese – “Le cento chiese di Trani”, Capone Editore, gennaio 1992, pp. 94-95;
  • Giuseppe Amorese – “Un secolo in veletta e cilindro”
  •                                                          PIAZZA GRADENIGO

    COLLOCAZIONE: piazza delimitata dalle via Fra Diego Alvarez, S. Agostino, Pedaggio S. Chiara e c.so Vittorio Emanuele. Inoltre, è attraversata da via Barisano e via G. Bovio.                                 

    Piazza Gradenigo, nota popolarmente come “Piazza Sant’Agostino” o, in dialetto, “Mmèzze a Sant’Austèine”, nasce nel 1848 con la demolizione delle ultime mura cittadine. È dedicata a Giuliano Gradenigo, governatore veneto di Trani tra il 1502 e il 1503, il quale promuove la costruzione della chiesa di San Sebastiano, oggi Sant’Agostino, nel 1503. La chiesa diviene nel 1604 il centro di culto degli agostiniani, che aggiungono il titolo di Sant’Agostino a quello di San Sebastiano, espandendo il convento attiguo fino a farlo diventare uno dei più grandi della città. Qui ha sede la confraternita di S.Giacomo Apostolo, titolare della Vergine Incoronata. Nel 1845, dopo la soppressione degli ordini religiosi, l’ex convento viene trasformato in ospedale civile su iniziativa dell’Arcivescovo Gaetano De Franci. Dedicato a San Nicola Pellegrino, patrono di Trani, l’ospedale funziona fino al 1960, fornendo cure fondamentali alla popolazione. Nel corso degli anni, la struttura subisce numerosi danni e problemi statici, che ne decretano l’abbandono, ma resta un simbolo di assistenza e carità nella memoria cittadina. Oggi la piazza attende un importante progetto di riqualificazione, ma continua a custodire i segni tangibili del passato, tra cui il ricordo di un’artistica fontana voluta nel 1959 dal sindaco Luciano Nunziante, purtroppo andata distrutta.

  • Chiesa che rinasce: - Nel 1708, un difetto strutturale o una coincidenza sfortunata causa il crollo della chiesa di Sant’Agostino. Solo le tre mura laterali rimangono in piedi, mentre il resto viene distrutto, compresi i pregiati altari e cappelle voluti da nobili famiglie tranesi. La ricostruzione, lunga e impegnativa, si conclude nel 1781, restituendo ai fedeli un luogo di culto ricco di storia e simbolo della resilienza della comunità. Durante i lavori di ricostruzione viene recuperato uno dei due leoni stilofori, che ornavano l’antico edificio. Questo leone, un reperto di grande pregio storico e artistico, rappresenta un frammento della memoria architettonica di Trani. Secondo alcune teorie, il leone potrebbe addirittura provenire da un mausoleo romano, sottolineando il valore stratificato della piazza come luogo di storia e cultura;
  • Fratelli Nanula - Accanto al portone principale dell’ex ospedale, nel 1916 viene inaugurata una lapide in memoria di Antonio e Gaetano Nanula. I due medici si distinguono per aver dedicato la loro vita a curare i più poveri con “semplicità e modestia”, incarnando i valori di generosità e altruismo. La lapide, opera degli scultori Nicola e Antonio Bassi, non è solo un ricordo personale, ma anche un simbolo della vocazione caritatevole che per decenni anima l’ospedale e tutta la comunità di Trani;
  • Rifacimento: dall’aprile scorso, la Piazza descritta è recintata per i tanto attesi lavori di rifacimento del manto calpestabile. Per un notevolissimo numero di anni, i cittadini hanno sempre lamentato la tragica condizione della pavimentazione della, cosiddetta, piazza sant’Agostino. Tra i tanti fattori negativi, anche le radici dei pini fuoriuscite in superficie che hanno contribuito alla rimozione delle cementizie e della veneziana (parte centrale della zona) del piano di calpestìo. I lavori prevedono il completo smantellamento degli alberi già menzioni, inappropriati per il decoro urbano ma soliti da piantumare nelle zone di montagna, grazie alle proprie radici che divengono un vero e proprio scudo anti-frana; rifacimento del calpestio con l’utilizzo della pietra locale; nuova piantumazione di alberi (sempreverdi); prolungamento della piazza sino all’ex-convento agostiniano (già ospedale) e della relativa chiesa con sparizione del prolungamento de via Pedaggio Santa Chiara; impianto idrico per la caratteristica fontana luminosa.
  • BIBLIOGRAFIA
    Giuseppe Giusto
    – “Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, pp. 86-87
    Il Giornale di Trani (sito web) – “Riqualificazione di piazza Gradenigo, aperto il cantiere dei lacvori attesi da trent’anni”, 17 aprile 2025.

    Rubriche a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti

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