(ndr) Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera giunta in redazione a firma di un cittadino che si firma regolarmente a fine testo.
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Segnalo quanto avvenuto in occasione della celebrazione di un matrimonio con rito civile lo scorso sabato 28 Giugno presso il Monastero di Colonna.
È necessario fare un breve antefatto.
La sede, data e l’orario, le 17.00, erano state concordate già ad ottobre 2024 con l’ufficio comunale preposto che aveva verificato e confermato la disponibilità di sede e giorno comunicandoci che le 17.00 era proprio l’orario ultimo consentito per poter effettuare la celebrazione.
Nei mesi successivi in più occasioni sono stati presi contatti con tale ufficio, non senza difficoltà come nel caso di un appuntamento concordato per una data (gli sposi lavorano all’estero) salvo scoprire poi che quel giorno l’ufficio non riceveva al pubblico e di altre vicissitudini sulle quali sorvolo.
All’ufficio si è quindi comunicata la volontà degli sposi di avvalersi, per motivi affettivi, di un celebrante esterno. Inizialmente sembrava non ci fossero problemi, successivamente ci è stato fatto intendere che il Comune di Trani non consentirebbe più tale opportunità, abbiamo fatto presente che il celebrante, noto professionista tranese, avrebbe garantito serietà e sobrietà nello svolgimento della celebrazione.
Abbiamo quindi comunicato il nominativo del celebrante del quale ci è stato richiesto documento d’identità che abbiamo consegnato in data 5 giugno 2025. Nella stessa data è stato effettuato il pagamento della tariffa per la celebrazione.
Nella stessa occasione ci è stato riferito che fascia per il celebrante e quanto necessario per l’apposizione delle firme sarebbe stato portato presso il monastero il giorno della celebrazione.
Alle ore 17.00 del 28 Giugno, non era presente alcun rappresentante del comune né tantomeno fascia e documentazione da firmare.
Nei minuti successivi ovviamente è cresciuta la preoccupazione dei futuri sposi e dei parenti e allo stesso tempo iniziava a serpeggiare ilarità tra gli invitati. Sono iniziate telefonate alla ricerca di qualcuno in grado di dare qualche spiegazione, la stessa struttura dove si sarebbe svolto il ricevimento si è mobilitata alla ricerca di amici in grado di risolvere la situazione che era sul punto di diventare un dramma.
Alle 17.25 si è palesato consigliere comunale che nulla sapeva del celebrante esterno, anche qui altre telefonate e alla fine si è convenuto comunque di dare inizio alla cerimonia con il celebrante esterno mentre la fascia era indossata dal consigliere.
Il consigliere non è apparso per nulla entusiasta della sua partecipazione - non ricordiamo di aver visto un suo solo sorriso -, tanto da chiedere più volte a chi era vicino quanto durasse la cerimonia.
La cosa davvero triste è che il consigliere, a fronte di tanta commozione e felicità, non abbia sentito di fare gli auguri agli sposi ma sappiamo quanto possa essere a volte algido e arido l’animo umano.
Tutto quanto accaduto è stato vissuto da invitati provenienti da tutto il mondo, dall’Indonesia al Canada, dalla Francia alla Grecia oltre ovviamente dall’Italia.
Erano presenti docenti e ricercatori di una università francese, professionisti di diverse regioni italiane e il caso ha voluto anche due consiglieri comunali di due citta dell’Emilia Romagna, che hanno confermato che le cose non dovrebbero proprio funzionare così.
Quello che dispiace, oltre al panico vissuto dagli sposi che per una buona mezz’ora hanno temuto che il matrimonio saltasse, è che tutti hanno ammirato e apprezzato le bellezze di Trani ma allo stesso tempo, dopo un primo momento di sconcerto, hanno sorriso di fronte alla superficialità ed al pressappochismo del nostro ufficio comunale.
Dr Vincenzo Betti
