La comunità parrocchiale di Trani si prepara a celebrare un importante anniversario: oggi, 16 luglio, ricorrerà la data di apertura al culto della propria chiesa. Non solo una struttura di mattoni, ma un luogo che in oltre cinquant'anni è diventato un vero e proprio punto di riferimento, trasformandosi in una "casa tra le case" e una "famiglia tra le famiglie" per intere generazioni.
La chiesa ha segnato profondamente la storia di innumerevoli famiglie, adulti, giovani, giovanissimi e bambini della città. Per rendere grazie al Signore per questo traguardo, sarà celebrata una Celebrazione Eucaristica questa sera, alle 19. Sarà un momento di preghiera e di condivisione per riflettere sul cammino percorso e per rinnovare l'impegno della comunità nel suo ruolo di guida spirituale e sociale.
«La comunità degli Angeli Custodi – spiega Don Enzo de Ceglie - è stata in questi anni un terreno fecondo per la nascita e lo sviluppo di numerose vocazioni al sacerdozio ministeriale. Don Mimmo De Toma, don Raffaele Sarno, io stesso, don Francesco Mastrulli, don Natale Albino e don Michele Caporusso, i padri agostiniani Pasquale Cormio e Pasquale Di Lernia, i padri domenicani Savino Somma e Vincenzo Marrulli, i diaconi Giorgio Cardone, Michele Riondino e Vincenzo Selvaggio hanno visto germogliare i primi segni della loro vocazione in questa comunità».
Numerosi, anche, i sacerdoti che in questi ultimi anni hanno collaborato come vicari parrocchiale nella vita pastorale: don Mauro Sarni; don Sergio Pellegrini; don Savino Filannino; don Roberto Vaccariello; don Gaetano Corvasce; don Raimondo Leone.
La comunità parrocchiale ha avuto come primo parroco l'indimenticato don Nicola Ragno, zio di don Mimmo De Toma, che fu inviato nel 1962 in quel quartiere di periferia emarginato dal tessuto della vita della città. Con la forte personalità, don Nicola volle caparbiamente costruire una comunità attenta all’impegno di promozione umana e cristiana.
La nuova chiesa parrocchiale rappresenta il segno più eloquente del riscatto di una comunità cristiana capace di diventare punto di riferimento per l’intero quartiere. La morte prematura, avvenuta il 29 dicembre 1974, a soli 46 anni, impedì a don Nicola di vedere completata l’opera per cui aveva speso tutte le sue energie.
