Con lo spettacolo teatrale “Fra’” di Giovanni Scifoni, si sono aperti i festeggiamenti per i 30 anni del Centro Jobel, una realtà che da tre decenni rappresenta un presidio di umanità, inclusione e servizio per la città.
Scifoni, attore amato anche per il suo ruolo nella fiction “Doc – Nelle tue mani”, ha portato in scena un San Francesco inedito, lontano dagli stereotipi, dipingendolo come un artista visionario, ironico e spirituale. Le sue prediche diventano vere e proprie performance teatrali, capaci di far ridere, piangere, riflettere e cantare, in un racconto che mescola storia, teatro e musica dal vivo grazie ai musicisti Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli.
A seguire, l’assessora Debora Cilento ha portato il suo saluto e il suo ringraziamento al Centro Iobel, sottolineando con emozione il valore di questa ricorrenza: «Auguri al centro Jobel per i suoi 30 anni, una storia importante per la nostra città.
È stato veramente emozionante incontrare tante persone che hanno creduto in questo sogno diventato realtà.
Siamo stati compagni di viaggio in questi anni e continuiamo ad esserlo. Da educatore le nostre strade si sono intrecciate in diversi progetti, marce per la Pace e potrei continuare con le tante avventure vissute insieme.
Non potrò mai dimenticare la vostra presenza e il vostro supporto quando ho ricoperto il ruolo di assessore ai servizi sociali e politiche sociali durante la prima giunta Bottaro. Abbiamo affrontato insieme tante difficoltà, alle volte veramente complesse, abbiamo strutturato percorsi virtuosi che sono stati e sono da supporto del servizio sociale professionale.
Anche se sono stata invitata come amica del centro, non dimentico il ruolo che ricopro e per questo che sento di dirvi continuate a lavorare affinché ogni forma di barriera venga abbattuta, soprattutto quella dell'indifferenza.
Sono certa che continuerete in vostro lavoro sempre più con quello spirito di servizio che fa la differenza.
Spero che si possano costruire sempre più ponti e abbattere muri, che aprono al dialogo e al confronto, dialogo che oggi sembra interrotto».






