Si è svolta giovedì 24 luglio, presso la Parrocchia Angeli Custodi di Trani, la quarta edizione del torneo di calcio a 5 “Un calcio alla mafia”, iniziativa promossa dal Presidio Libera Trani per commemorare il trentatreesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio.
Il campo da gioco, allestito nel cuore di una delle periferie della città, ha accolto una manifestazione che è andata ben oltre lo sport. Il torneo si è confermato strumento di partecipazione civica e testimonianza collettiva, un’occasione per ribadire con forza che la memoria non è retorica, ma impegno quotidiano.
A sfidarsi, in un clima di festa e responsabilità condivisa, sono state le rappresentative della Polizia Penitenziaria (con due squadre), dei giovani delle parrocchie Spirito Santo, San Giuseppe e Angeli Custodi, una selezione dell’Associazione Nazionale Magistrati e il Presidio Libera stesso.
Presenti per Libera: Francesco Pacini, referente del Presidio Libera Trani, Michele Gallo, delegato provinciale Libera BAT, Antonella Pagone e Anna Rossi, attiviste del presidio, per l’Amministrazione comunale di Trani: Mino di Lernia, Assessore, i consiglieri comunali Di Gregorio e Tupputo.
La rappresentativa dei Carabinieri, attesa tra i partecipanti, ha dovuto rinunciare per un imprevisto dell’ultimo momento. Al suo posto è scesa in campo una seconda squadra della Polizia Penitenziaria, che ha poi conquistato la vittoria finale, superando in una partecipata finale la formazione della Parrocchia Angeli Custodi.
Tra gli ospiti d’onore, anche la Sig.ra Tiziana Palazzo, vedova del dottor Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza assassinato il 12 marzo 1985 per il suo coraggioso impegno a riportare legalità e dignità all’interno dell’istituto penitenziario che dirigeva. La sua presenza ha rappresentato un forte richiamo al valore della memoria e del sacrificio di chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. A distanza di quarant’anni dal suo assassinio, la figura di Sergio Cosmai resta un simbolo di legalità, integrità e resistenza morale. Il suo nome continua a vivere nei cuori di chi non dimentica, e nel quotidiano impegno di chi lavora nelle istituzioni penitenziarie con lo stesso spirito di servizio e coraggio.
Spiega la Sig.ra Palazzo: «Noi siamo depositari di una memoria storica, noi che siamo familiari delle vittime delle mafie abbiamo il dovere di contribuire alla costruzione di una società civile, di una condivisione di principi sani che mettano tutti al sicuro».
Nel corso della manifestazione, brevi momenti di riflessione hanno accompagnato le partite, offrendo spunti di memoria, legalità e speranza. L’evento si è svolto in un clima sereno e partecipato, con ingresso gratuito e ampia presenza di cittadini e famiglie.
«La legalità parte da queste piccole cose, i piccoli incontri, la condivisione, la gioia di stare insieme e di conoscersi – spiega Francesco Pacini referente presidio Libera Trani - l’obiettivo di questo torneo è proprio questo, mettere insieme i ragazzi con le forze dell'ordine, quest'anno anche con i magistrati. Mondi che sembrano così lontani tra loro, diversi, spesso in conflitto, non si riescono a capire, ma in realtà insieme si è dalla stessa parte, dalla parte della legalità, dalla parte di un futuro che speriamo possa essere migliore».
«Don Enzo è un amico del Presidio Libera di Trani in questi ultimi anni, così come tutta la comunità degli Angeli Custodi. È la seconda volta che questa parrocchia ospita un calcio alla mafia. Quindi era un saluto doveroso che il presidio doveva fare a questo parroco che ha testimoniato non solo con la sua presenza e con la sua pastorale ma proprio con l'esempio cosa significa essere legalità e cosa significa essere accoglienti nei confronti di chi vuole fare legalità a Trani - ha concluso Pacini».
Con il successo di questa edizione, il torneo si conferma come uno degli appuntamenti più significativi dell’estate tranese sul fronte dell’impegno civico e della cittadinanza attiva.
“Un calcio alla mafia” è ormai un appuntamento fisso nel calendario delle iniziative di Libera a Trani. E ogni anno, quel pallone che rotola su un campo di periferia porta con sé un messaggio chiaro: la legalità si costruisce insieme, un passo alla volta, anche attraverso lo sport.
Foto e interviste a cura di - Antonello Bovio









