La storia di uno dei luoghi simbolo della Puglia anni ’80 e ’90: il Divine Follie, leggendaria discoteca di Bisceglie che ha segnato una generazione e lasciato il segno in tutta Italia. Ieri sera il libro «Divinae Follie – Storia della generazione che ballava negli anni Novanta»,(Castelvecchi Editore) è stato presentato a Trani, presso Ognissantino, in un evento moderato dalla giornalista e assessore Lucia De Mari. Un’occasione per riscoprire e raccontare questa incredibile avventura culturale che ha coinvolto una generazione intera.
Nato come un sogno visionario di Vito Mastrogiacomo, poi realizzato con i figli Leo e Titti, il Divinae Follie era molto più di una semplice discoteca. Era un ponte tra provincia e mondo, una piattaforma culturale dove si incontravano le novità musicali provenienti da Londra, Chicago, New York, con il cuore pulsante del Sud Italia. DJ internazionali, voci soul, band jazz e house music di avanguardia passavano di lì, trasformando quel luogo in una vera e propria istituzione.
“Il Divinae Follie era uno stato mentale,” ha spiegato Lucio Palazzo. “Era un modo per uscire, incontrarsi, conoscersi in un’epoca senza social, senza internet. Era il nostro mondo reale, vivo, concreto.”
Il libro nasce da un’idea maturata nel tempo, tenuta nel cassetto per anni, e tirata fuori quando è diventato chiaro che quella del Divine era una storia universale, fatta di sfide vinte, di periferia che si prende la sua rivincita, di sogni realizzati contro ogni previsione.
“Oggi una discoteca di sei piani sembra quasi normale,” ha ricordato Leo Mastrogiacomo, “ma alla fine degli anni ’80, a Bisceglie, sembrava fantascienza. Solo la tenacia di nostro padre e della nostra famiglia ha permesso di realizzare quel sogno.”
Lucio Palazzo conosce bene questa storia perché l’ha vissuta in prima persona: è stato il primo addetto stampa del locale, quando ancora nessun altro club italiano ne aveva uno. A soli 17 anni scriveva sul giornale del Bisceglie Calcio e faceva il PR delle domeniche. Il suo percorso da professionista inizia proprio lì, tra quelle mura e quella musica.
“Lucio è nato con noi, ha scritto alcuni capitoli da solo, con autenticità,” ha aggiunto Leo, “perché quegli anni li ha attraversati, sentiti e raccontati senza bisogno di inventare nulla.”
Il Divinae Follie, che oggi viene ancora nominato in trasmissioni su Radio Deejay o Radio Dimensione Suono, è diventato un marchio culturale indelebile. Il libro Generazione Divine ne ripercorre le tappe, ma racconta anche una generazione intera: quella cresciuta tra vinili, flyer, suoni house e sogni più grandi del luogo in cui erano nati.
Un libro che è molto più di un’operazione nostalgia: è la storia di come la musica, l’arte e la visione possano cambiare il destino di un luogo, e di chi lo abita.












