I sette consiglieri comunali di minoranza di Trani hanno presentato una richiesta formale per modificare il regolamento sull'assistenza specialistica scolastica. La loro iniziativa nasce dalle preoccupazioni di genitori e associazioni, in quanto l'attuale regolamento, approvato ad aprile, esclude alcuni studenti dal servizio.
Il punto critico è l'obbligo di presentare il verbale della Legge 104, art. 3 comma 3, per accedere al servizio. I consiglieri, sostenuti da Maria Grazia Cinquepalmi e Rosa Uva, sostengono che questo requisito sia improprio e illegittimo, in quanto il certificato ha finalità diverse e non dovrebbe limitare il diritto allo studio.
Maria Grazia Cinquepalmi (Trani 2026) evidenzia che «quasi 80 bambini rischiano di non ricevere il supporto necessario». Inoltre solleva dubbi sulla gestione dei fondi comunali, chiedendo chiarimenti sui 477.668,05 euro di avanzo di gara non ancora impegnati: «Continuerò a chiedere risposte perché quella economia garantirebbe assistenza ad altri bambini.Per i bambini, per una scuola davvero inclusiva».
Rosa Uva (Azzurro Donna - Forza Italia) ha espresso soddisfazione per la proposta, definendola una "vittoria di civiltà". E ha ribadito che «l'inclusione non è un costo, ma un investimento, e che l'accesso al servizio dovrebbe basarsi sui reali bisogni educativi dell'alunno, come attestato dalla diagnosi funzionale. Nessun bambino deve essere lasciato indietro. Mai. Ora è il tempo della democrazia consiliare».
La palla passa ora al consiglio comunale, che sarà chiamato a discutere e votare la proposta di modifica.
